Esigenza e coerenza: e far tornare a casa Marco Spanghero?

Marco Spanghero (foto T.Barzelogna)

Marco Spanghero (foto T.Barzelogna)

Questo è uno di quegli articoli senza senso (uno dei tanti direte voi), ma spiegherò il perchè alla fine (così lo leggete tutto). Partiamo da un dato di fatto: la Pallacanestro Trieste 2004 dovrà fare a meno per la prossima stagione di Michele Ruzzier, non solo un ottimo giocatore ma anche il regista della squadra. Quindi grande vuoto tecnico-tattico, calcolando poi che Marco Carra ha ormai dichiaratamente allungato la sua carriera in post di guardia e che Brandon Wood è ormai un ricordo.

Seguendo pedissequamente il diktat societario, confermato dallo stesso coach Dalmasson, si hanno pochi elementi per trovare materiale umano di livello targato Trieste; almeno, questo è il mio personale punto di vista, a meno che non si voglia tirare la corda (fino a spezzarla?) con giovani cestisti prestati maldestramente alla categoria. Un elemento ci sarebbe in circolazione, sin troppo valido, e risponde al nome di Marco Spanghero, il play-guardia in forza a Trento, in lotta per conquistare la serie A (primo indizio per il finale d’articolo).

Spanghero ha raggiunto la maturità per assurgere al ruolo di primo playmaker, o anche guardia in appoggio all’americano; garantisce personalità con una faccia tosta riconosciuta, la stessa che lo ha sempre portato in carriera a giocar meglio nelle fasi più calde del campionato. In più, è giovane e triestino, cosa di meglio? Dirò di più, e qua facile che mi attiro le invettive del clan: un anno in più in Adecco Gold da play titolare sarebbe l’ultimo step fisiologico per poi eventualmente tentare la serie A; bypassando questo gradino, potrebbe tutto filare liscio, come essere una noiosa annata da sventola-asciugamani (eccetto forse con l’attuale compagine trentina).

Adesso che ho in un sol colpo assorbito gli strali trentini, qualche fastidio del chiamato in causa e l’imbarazzo della Pallacanestro Trieste 2004, sintetizzo (siate perspicaci eh!) il perché questo pezzo discorsivo e soggettivo non ha grandi basi su cui fondare un’operazione di mercato:

  1. La volontà dell’ “eminenza grigia” di avere un indesiderato
  2. La volontà di raggiungere e tener stretta la serie A con Trento da parte di Spanghero (e ci sta mettendo molto del proprio)
  3. La volontà societaria giuliana e il mercato possibile

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il giugno 3, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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