Un caso, il sasso nello stagno: esodo di massa, sconfitta FIP

249715_IMG7578_ralfIn un mare di minacce (poi regolarmente rientrate), scontri frontali e fastidi, qualcuno ha deciso di rompere il muro di omertà: il Presidente Uisp Alessandro Auriemma ha convogliato ben 15 squadre della provincia di Pesaro ed Urbino, provenienti da serie D, Promozione e Prima Divisione in un torneo non tesserati.

Motivo?

Molto semplice e trasparente come l’acqua: se la FIP pretende cifre a 3 zeri, a seconda dei vari campionati, il torneo Uisp ne chiede 800 al massimo, un vantaggio che in una situazione economica drammatica come l’attuale, fa la differenza. Non c’è contrapposizione, come sottolinea lo stesso Auriemma in una dichiarazione al quotidiano locale a cura di Beatrice Terenzi, bensì c’è ALTERNATIVA. E la FIP non può neanche cadere dalle nuvole, perchè i segnali sono talmente espliciti ad ogni latitudine, che anche sordo e cieco può captarli. In pratica la corda è stata tesa fino a spezzarsi, la paura di vivere in una terra di nessuno fra la FIP e tornei amatoriali è svanita, probabile che la scintilla scateni un effetto domino di proporzioni preoccupanti per la Federazione.

C’è anche una questione di servizio in ballo: sono testimone della pochezza a servizio delle squadre facenti parte dei campionati federali (eccetto ovviamente uno straccio di calendario, arbitri e addetti al tavolo), a volte della superficialità con cui vengono affrontate situazioni e richieste delle iscritte, la sensazione forte di essere solamente dei piccoli contribuenti senza voce.

La “Blue League”, come è stata chiamata la nuova realtà, avrà 15 squadre, divise in due Conference, con All Star Game annesso. Il gran finale è servito in salsa Final4, e la vincente parteciperà alle finali nazionali del torneo Uisp. Saranno previsti premi collettivi (squadra più corretta) ed individuali (Mvp, miglior realizzatore, tiratore da 3 punti, miglior coppia di arbitri). Notate qualche differenza di contorno rispetto ai campionati canonici?

La FIP non farà mai un j’accuse, non l’ha fatto e non lo farà; ma sbaglia. Son sempre stato dell’idea che il substrato cestistico, fatto di migliaia di orgogliose realtà locali, dovesse essere ascoltato alla stregua delle grandi realtà nazionali. La base è numericamente ampia, il moltiplicarsi degli adepti può garantire futuro alla FIP, il dimezzarsi, può significare la fine. Per troppi anni si è fatto finta di niente, ed ora gli scricchiolii cominciano a diventare crepe piuttosto profonde nel sistema.

Generalizzare non è mai un sano esercizio critico, però elementi raccolti fanno intendere che il fenomeno è capillare e diffuso lungo tutto lo stivale. L’augurio è che si corra ai ripari prima che sia troppo tardi o, per contro, l’augurio potrebbe essere anche quello di veder proliferare situazioni analoghe a quelle della “Blue League” per garantire pallacanestro a tutti gli appassionati, non solo ai benestanti.

Raffaele Baldini

Pubblicato il novembre 11, 2014 su "Passi in partenza", HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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