Holloway tentato da Brindisi? Trieste si gode l’ “italian style”

 OLYMPUS DIGITAL CAMERAFratelli di… Trieste

Ormai ci hanno abituato bene, ma è sempre un piacere stupirsi di quanto la Pallacanestro Trieste 2004 sia capace di gettare il cuore oltre l’ostacolo, senza nemmeno porsi il problema. Nella partita di ieri i fischi commissionati fiscalmente a Grayson e Holloway avrebbero potuto condizionare tutto il match, ma in casa Trieste nessun problema. Tonut 17 (con un secondo tempo di livello), Mastrangelo 15, Candussi 13 e Carra 11 sono stati le fondamenta di un successo, assieme alla difesa di Prandin, ai balzi di Coronica e alla ruvidezza di Fossati. Qualcuno imputa mani da “maniscalco” al biondo guerriero giuliano? Non vedo perchè offendersi, visto che senza le sue maestranze, nessun cavallo da corsa potrebbe gareggiare. Ricordiamo pure che Alessandro De Pol cominciò la sua carriera al motto “daghe MANERA”, non proprio un attestato di stima alle capacità tecniche dell’atleta. Il nucleo di italiani ha creato il break positivo, ha lottato dando segnali forti a chi meritava (Holloway ndr.), ha reso orgoglioso il proprio pubblico.

Un… Brindisi per Holloway?

Anche Steve Wonder si sarà accorto dell’involuzione cestistica di Murphy Holloway. Una deduzione figlia di calo atletico e mentale. Tutti imputerebbero la cosa ai recenti acciacchi, derivanti da una influenza intestinale e ad una caviglia malconcia. Potrebbe esserci dell’altro, ma non ce lo auguriamo. Alcune vocine, nei corridoi sempre affollati della pallacanestro, parlerebbero di un interessamento di Brindisi per il tronco d’ebano di stanza a Trieste, gioco forza ora che Simmons starà fuori tutta la stagione. Non arrivano smentite dalla Puglia, di certo le meretrici sirene della serie A non aiutano. I minuti finali in panchina ordinati da coach Dalmasson sono un segnale al giocatore, reo anche di aver tolto il piede dall’acceleratore, per ragioni che noi correttamente non giudichiamo (non di salute ndr.). Sarebbe un peccato rovinare il giocattolo così ben calibrato, forse sarebbe un azzardo anche per lo stesso Murphy fare un salto nel vuoto ai piani superiori: a Brindisi farebbe il comprimario, entrerebbe nel complesso sistema di fare pallacanestro di coach Bucchi, in una categoria dove non basta saltare ed entrare di sinistra…

Cosa è successo nello spogliatoio di Casalpusterlengo?

Coach Zanchi viene fuori dallo spogliatoio imbufalito, oltre ogni logica. Non ci è dato sapere il motivo, ma quelle quattro pareti hanno compresso oltre logica la pressione della squadra, con tinte piuttosto forti. La sconfitta, peraltro preventivabile, deve aver portato a galla delle scorie pregresse notevoli, con sicure conseguenze future. Staremo a vedere.

Mastrangelo is back!

Daniele Mastrangelo è tornato. Le belle storie del basket sono anche quelle di un infortunio pesante subito, di situazioni difficili nel recupero, e dalla rinascita fragorosa. La forza di volontà è anche questo:  quando il legno sotto il sedere genera pensieri negativi, quando guardare i compagni impotenti accresce un senso di frustrazione, quando tutto sembra dannatamente grigio. E poi i primi segnali di ripresa, le gambe che reagiscono e la manina che torna a dare del “tu” al canestro; poi, LA partita, quella che ripaga di tutto quanto vissuto in precedenza, quei 15 pesanti punti abbattuti su Casalpusterlengo per far vincere Trieste… e tutto diventa leggero, sublime!

 

Forlì: un gettone per sognare qualche ora?

La Trieste baskettara non sogna da un bel pò. La cruda esistenza fatta di rinunce non ha permesso di poter evadere con la mente, di immaginare qualcosa di impensabile. Per la prima volta, nella famiglia cresciuta a stenti, arriva un biglietto omaggio per una giornata al Luna Park: domenica si a va a Forlì, terra amica e neanche troppo distante dal dimenticato Nord-Est, in una partita che potrebbe, per qualche ora, far sognare tutta una città. La Fulgor è tosta, ha uno stuolo di italiani orgogliosi che hanno dimostrato un’etica per il lavoro degna di nota, però è anche vero che è battibile. Trieste può intanto godere il giro in giostra di quaranta minuti e, chissà, nel caso di… potrebbe prolungare un piccolo sogno ad occhi aperti fino alla sfida interna con Mantova. Risibile, senza dubbio, forse eccessivo;  provate però a vivere anni come quelli appena trascorsi e capirete che si può godere anche di parentesi sportive fuori dall’ordinario.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il dicembre 8, 2014 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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