Si vive per questo, Ferentino e i segnali…

11149294_10206519676221396_4482836568599327072_nSi vive per questo, si soffre per questo, si gioisce per questo…
“Perche’ sai certe emozioni, specialmente se sincere, le conservi nella mente e diventano bandiere. Grazie ragazzi!”. Non occorrerebbe aggiungere altro, in questa frase c’e’ tutta l’essenza, la riconoscenza e la straordinarieta’ di una stagione a canestro per la Pallacanestro Trieste 2004. Neanche i 20 gradi e la giornata primaverile da sogno ha distratto gli appassionati: in 3600 sono giunti per rendere merito alla compagine piu’ territoriale d’Italia. E tutto e’ andato per il verso giusto: Stefano Tonut ha avuto la sua rivincita (qualora ce ne fosse stato bisogno) sul campo, la squadra ha vinto ed ha allungato di una settimana il sogno play off, l’avversaria non ha fatto da comparsa ma ha giocato un match vero. Eticamente potremmo dire che la trasferta della speranza a Ferentino ricopre un’importanza relativa, ma sappiamo che non e’ così. Ogni maledetta domenica un tifoso vive di sensazioni e di sogni, ogni maledetta domenica un tifoso si rovina o migliora la propria giornata a seconda del risultato del campo, ogni maledetta domenica e’ scandita da sei giorni di preparazione emotiva. Tutto questo, amplificato all’ennesima potenza, per i protagonisti che hanno costruito assieme un’opportunita’…

Ferentino, ma con serenita’
Eh gia’… e chi se non Ferentino. La squadra dell’amato Guarino, quella del consumato rapporto di amicizia con Billigha, l’avversaria ormai piu’ classica degli ultimi anni. Casalupusterlengo e Mantova hanno rappresentato due stazioni della Via Crucis emotiva giuliana, due evidenti scotti da pagare per la giovane età. Come i grandi allenatori, vediamo quali possono essere gli elementi su cui fondare un pensiero forte: primo, si passa da un concetto di play off da CONQUISTARE a un concetto di play off da CONSERVARE, sfumatura non da poco, perche’ esalta una posizione privilegiata di partenza. Trieste non deve guardarsi altrove, solo in se stessa e in quaranta minuti fra due canestri. Secondo aspetto, i 3600 in piedi ad applaudire la stagione e lo striscione di cui sopra, sono il marchio a fuoco di un’investitura ad imperitura memoria. Non servono altre prove per i tifosi, la trasferta in ciociaria rimane un surplus rispetto ad un percorso virtuoso. In ultima battuta la sensazione forte che la squadra di Dalmasson sia in credito con il campionato e la fortuna: le vicissitudini di questa travagliata stagione, con le sparizioni di Forlì e Veroli, hanno tolto fattivamente punti, ingiustamente, per una classifica che oggi avrebbe visto i biancorossi festeggiare l’ingresso alle magnifiche otto per la post-season; dunque, cari dei del basket, vediamo di raddrizzare le cose?

I segnali dal dentista, dal campo e luminosi…
E’ stato confermato all’unanimita’ nello spogliatoio triestino post partita: ci si prodighera’ in settimana per far saltare altri denti a Francesco Candussi. Non per altro, l’incidente sfortunato occorso in settimana ha restituito il lungo dall’argento vivo: combattivo in area, preciso da fuori e costante difensivamente…noi scherziamo, ma tant’e’ che non c’e’ un male senza un bene.
Poi volevo ringraziare sentitamente Issiah Grayson che, all’ultima occasione utile, ha instillato un pensiero che forse, nel precampionato, il sottoscritto non aveva avuto le allucinazioni nel vedere un giocatore che poteva avere punti nelle mani; per l’amor del cielo, l’abbaglio me lo prendo e me lo porto a casa, ma la mano educata rimane.
Bobo Prandin stava per mangiarsi coach Dalmasson dopo il tredicesimo minuto seduto sul pino. Al grido di battaglia e dopo il primo tiro meno estetico della storia dai tre metri (sbagliato ndr.), il pretoriano ha alzato il volume della radio segnando tutto (tiri da tre punti compresi) e difendendo; quando si dice la voglia di spaccare il mondo.
Ultimo segnale: il Luna Park in 3D dei 24 secondi. Spettacolare, o tutto o niente. Nella partita contro Jesi vanno in scena due tabelloni agli angoli a prova di cieco e i nuovi conta secondi sopra i canestri; allo scadere dei 24 fatidici secondi una sirena lunga, una cerchio luminoso, luci attorno al tabellone…come a dire..oh, messo a posto eh!

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il aprile 13, 2015 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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