Questa volta voglio fare qualcosa di diverso, cioè ripresentare un articolo scritto dal collega Luca Bertelli per il Corriere; lo trovo molto esaustivo.
| L’attesa è stata lunga, sin troppo. Le ultime partite di campionato utilizzate come test, con il secondo posto già da tempo in cassaforte e il primo irraggiungibile. Poi, un’ulteriore sosta aspettando di conoscere l’avversaria tra Trieste e Ferrara. Il ren-dezvous conMartelossi è saltato. Oggi alle 18 la Centrale del Latte inizia (finalmente) il suo viaggio play off, contro un auro allenatore bresciano per adozione, Eugenio Dalmasson, 1 anno a Montichiari e 5 a Lumezzane nel curriculum. Coach esperto, alla guida di una squadra zeppa di ragazzini di talento che giovedì, nella ‘bella’ degli ottavi di finale, sono stati spinti da 6 mila persone. Trieste è una delle capitali della pallacanestro italiana, qui è nato il primo cestista azzurro nella Hall of Fame Cesare Rubini, cui è dedicato il palazzetto e l’uomo immagine del movimento, Gianmarco Pozzecco. Al confine con la Slovenia, la palla a spicchi finisce già nella culla e ti accompagna per tutta la vita. Ma lo sport non è solo questione di feeling. Brescia inizia la serie da favorita, non solo per il secondo posto ottenuto con merito dopo 7 mesi di fatiche e la doppia vittoria in stagione regolare. Ha un pizzico di esperienza in più, nei play off conta molto, sebbene Fernandez e Cittadini siano gli unici abituati all’atmosfera dei play off. Diana possiede un roster più completo e duttile, nonostante l’infortunio di Nelson abbia complicato la marcia di avvicinamento al grande giorno. Trieste, rispetto alla Centrale, ha però dalla sua l’incoscienza e la consapevolezza di aver già fatto il suo. Nessuno chiedeva a Dalmasson i play off e li ha ottenuti, spinto dal talento del figlio d’arte Tonut e del totem Holloway, miglior rimbalzista del torneo e spauracchio numero uno. In realtà, anche a Brescia non si chiedeva un campionato da protagonista assoluta e invece se lo è costruito addosso, valorizzando al massimo i propri pregi e scivolando poi verso Primavera per stanchezza mentale. La pausa dovrebbe aver consentito di cancellare l’acido lattico nella testa. Se non bastasse, ci penserà il San Filippo, sesto uomo autentico e non figurato. Il palazzetto sarà stracolmo e colorato con oltre 2 mila magliette blu recanti l’hashtag #AtuttaBrescia fatte preparare dalla società per ricreare il clima magico dei play off del 2013. Quando la Centrale arrivò a pochi minuti dalla promozione in Serie Ai. Nei play off, tuttavia, esistono le eccezioni e non le regole. Per questo, il primo step a favore di pronostico sarà il più delicato. Oggi si può capire già che aria tira. Buon vento, Centrale. |
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