Come vedono la sfida Brescia-Trieste…

6494-1357580484Questa volta voglio fare qualcosa di diverso, cioè ripresentare un articolo scritto dal collega Luca Bertelli per il Corriere; lo trovo molto esaustivo.

L’attesa è stata lunga, sin troppo. Le ultime partite di campionato utilizzate come test, con il secondo posto già da tempo in cassaforte e il primo irraggiungibile. Poi, un’ulteriore sosta aspettando di conoscere l’avversaria tra Trieste e Ferrara. Il ren-dezvous conMartelossi è saltato. Oggi alle 18 la Centrale del Latte inizia (finalmente) il suo viaggio play off, contro un auro allenatore bresciano per adozione, Eugenio Dalmasson, 1 anno a Montichiari e 5 a Lumezzane nel curriculum. Coach esperto, alla guida di una squadra zeppa di ragazzini di talento che giovedì, nella ‘bella’ degli ottavi di finale, sono stati spinti da 6 mila persone. Trieste è una delle capitali della pallacanestro italiana, qui è nato il primo cestista azzurro nella Hall of Fame Cesare Rubini, cui è dedicato il palazzetto e l’uomo immagine del movimento, Gianmarco Pozzecco. Al confine con la Slovenia, la palla a spicchi finisce già nella culla e ti accompagna per tutta la vita. Ma lo sport non è solo questione di feeling. Brescia inizia la serie da favorita, non solo per il secondo posto ottenuto con merito dopo 7 mesi di fatiche e la doppia vittoria in stagione regolare. Ha un pizzico di esperienza in più, nei play off conta molto, sebbene Fernandez e Cittadini siano gli unici abituati all’atmosfera dei play off. Diana possiede un roster più completo e duttile, nonostante l’infortunio di Nelson abbia complicato la marcia di avvicinamento al grande giorno. Trieste, rispetto alla Centrale, ha però dalla sua l’incoscienza e la consapevolezza di aver già fatto il suo. Nessuno chiedeva a Dalmasson i play off e li ha ottenuti, spinto dal talento del figlio d’arte Tonut e del totem Holloway, miglior rimbalzista del torneo e spauracchio numero uno. In realtà, anche a Brescia non si chiedeva un campionato da protagonista assoluta e invece se lo è costruito addosso, valorizzando al massimo i propri pregi e scivolando poi verso Primavera per stanchezza mentale. La pausa dovrebbe aver consentito di cancellare l’acido lattico nella testa. Se non bastasse, ci penserà il San Filippo, sesto uomo autentico e non figurato. Il palazzetto sarà stracolmo e colorato con oltre 2 mila magliette blu recanti l’hashtag #AtuttaBrescia fatte preparare dalla società per ricreare il clima magico dei play off del 2013. Quando la Centrale arrivò a pochi minuti dalla promozione in Serie Ai. Nei play off, tuttavia, esistono le eccezioni e non le regole. Per questo, il primo step a favore di pronostico sarà il più delicato. Oggi si può capire già che aria tira. Buon vento, Centrale. 

Pubblicato il maggio 3, 2015 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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