Nessuno vuol finire il romanzo, l’inferno del Palatrieste e Massimiliano il Grande

Massimiliano Fossati , stupendo! (foto Bruni)

Massimiliano Fossati , stupendo! (foto Bruni)

Nessuno vuol sfogliare l’ultima pagina di questo meraviglioso romanzo…
Avete presente quei romanzi che catturano la testa e l’anima? Quelli per cui non vedete l’ora che la giornata lavorativa volga la termine per tuffarvici dentro, quelli per cui niente e nessuno puo’ turbare la confidenza di una lettura appagante. Ecco, la Pallacanestro Trieste 2004 e’ opera talmente riuscita da coinvolgere una citta’ intera; si pensava di dover leggere le ultime righe di un grande best seller stagionale, e invece… i protagonisti convincono uno scrittore-sceneggiatore di rara efficacia, a scriverne qualche pezzo in piu’.
E come tutti i romanzi riservano il clou per il finale: un figlio della citta’ che, partito in silenzio e ingombrato da un cognome pesante, insacca allo scadere una tripla che fa impazzire tutti (e fa sciogliere in un pianto dirotto papa’ Alberto, e mezzo palazzetto…). E che dire del gregarione Fossati, alla Correa (per Coppi) o Corrieri (per Bartali), che trascina sulle sue larghe spalle una squadra alla rimonta? Ragazzi, questa penna sublime voglio conoscerla, capace anche di far scherzare gli dei del basket, perfidi danzatori sulla linea di confine fra vestire la casacca biancorossa o biancoblu; prima, regalando attimi di speranza a Fernandez e Brownlee, poi, investendo Stefano Tonut del colpo ferale. Adesso siete stanchi, provati, chiudete il romanzo e coricatevi sognando quella giocata finale, con la colonna sonora di 5500 tifosi in festa. Poi, svegliatevi con l’ammorbante desiderio di tornare a riaprire quello scrigno di sensazioni forti, senza aspettare troppo… e’ gia’ domenica.

Un quarto di sublime pallacanestro targata Leonessa
La seconda frazione e’ un capolavoro bresciano. Non mi soffermo solo sulle prodezze balistiche di Nelson e soci, ma sulla qualita’ della pallacanestro sciorinata in dieci minuti da cineteca. Stupenda regia del duo Fernandez-Passera (complementari, non uguali!), passing-game con i tempi e la corretta esecuzione di passaggio, extra-pass per l’uomo libero; il finale, con felice conclusione nel cesto di TUTTI gli effettivi, e’ l’ultimo lodevole aspetto di un grande spettacolo a cinque. Mi sbilancio dicendo che nel secondo quarto si e’ vista la miglior squadra della stagione, ma forse anche degli ultimi anni. E certo coach Diana non è esente da meriti…

Palatrieste simile ad una santabarbara, e domenica?
5500 invasati (4700 per la societa’, 47 per la Questura…), tutti colorati e griffati di rosso con la nuove maglie ad hoc, rumorosi da far scoperchiare le volte del Palatrieste. E adesso? Adesso che domenica si puo’ riaprire la serie, che succedera’?
Solo un giorno di prevendita ma la marea ha rotto definitivamente gli argini; ormai Trieste ha sposato la causa baskettara e non si volta piu’ indietro. Si torna quindi a far la fila in biglietteria per un prezioso tagliando, imprecando per il sabato da pellegrinaggio. Insisto nel dire che il fattore ambientale nella pallacanestro incide molto piu’ che nel calcio: questione di spazi e di decibel, quando migliaia di tifosi fischiano difendono con la squadra, quando si esaltano spirano forte alle spalle dei beniamini. Ma attenzione che non e’ solo variabile numerica; le sfumature sono anche quelle che hanno portato una parte della Curva Nord a presenziare all’ultimo allenamento della squadra per far sentire la vicinanza. Vi assicuro che nessun giocatore dimentichera’ mai quell’attestato di stima. Ah, una consiglio, la birra è molto più buona bevuta!

Massimiliano Il Grande
Ritorno su Massimiliano Fossati, sull’MVP dell’incontro secondo il sottoscritto. Lo faccio con piacere perche’ le storie come quelle dei gregari (nell’accezione più positiva del termine) sono cariche di significato. Non e’ facile stare seduto sulla panchina tanti minuti, assaggiare il campo solo per consumare qualche fallo o veder messa a repentaglio la propria reputazione tecnica, in secondi giocati a freddo. Ma esistono anche gli dei del basket per chi non ha i fari puntati addosso: sono quelli che una sera di maggio, in un momento drammatico della partita, ti sussurrano d’entrare in campo. Vai in lunetta e…ciuff, palla danzante sul ferro e… tap in con canestro; nei soliti pochi minuti a disposizione questa volta si concentra l’apoteosi: e allora anche per il gregario ci sara’ il frastuono assordante della propria gente impazzita di gioia, gli onori di tutti per un ricordo che non finira’ mai in panchina.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il maggio 9, 2015 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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