Emozioni, lacrime, addii… ma adesso, da cosa si riparte?

DSC_3397Un momento per riflettere, un momento per far scivolare tutte le sensazioni forti che mi rendono insopportabilmente retorico; purtroppo ho la sensibilita’ femminea dei leoni nati a fine luglio, mixata ad una smisurata passione per la pallacanestro.

Parto dal fondo, da quell’uscita nell’ovazione generale di tifosi bresciani e triestini per Stefano Tonut e Marco Carra; curioso il destino che lega i due giocatori, il primo staccando dal Sanfilippo un biglietto di sola andata per la serie A (destinazione Reyer Venezia), il secondo chiudendo il sipario di una onorevolissima carriera. Il solo rammarico che la standing ovation non sia avvenuta nel naturale teatro delle gesta dei due fenomeni, il Palatrieste. Lacrime per i portabandiera di una triestinita’ cestistica finalmente sublimata dopo anni di anonimato, il retro gusto acre pero’ di una qualcosa di irripetibile che sara’ dura riproporre.

Dirigenti, allenatore, giocatori e tifosi ora si siederanno, magari baciati dal sole di Barcola, e realizzeranno quello di clamoroso di cui sono stati testimoni attivi. Dopo decadi si e’ riempito all’inverosimile il Palatrieste, si sono registrati esodi in trasferta, si sono create spontanee aggregazioni per vivere l’ultimo atto davanti al televisore o ascoltando la radio. In citta’ la marea biancorossa ha occupato le mattine nei bar, avvicinando anche chi solo ricordava sbiadite istantanee della follia collettiva ai tempi dell’Hurlingham. Questa e’ magia, nient’altro che magia. Per un po’ potremo respirare l’aria salubre del capolavoro stagionale senza inquinarsi dalla corsa ai meriti che regolarmente vedra’ dirigenti e addetti ai lavori in prima fila.

E adesso?

Il vuoto, la voragine creata irrimediabilmente da un qualcosa di proporzioni notevoli venuto meno, la necessita’ di rifondare senza nulla in mano. E in quest’ottica decadente (ma schietta), riavere capitan Carra ancora una stagione, da atleta (ma servirebbe anche da commercialista ndr.), sarebbe fondamentale; darebbe la giusta credibilita’ al passaggio del testimone, il collante (come lo e’ sempre stato). Da domani anche il sottoscritto passera’ in rassegna quello che non si e’ potuto toccare per questioni di sensibilita’, e parlo soprattutto di una classe dirigente societaria che prima di gonfiarsi il petto per il risultato, farebbe meglio a recitare una mea culpa per quello che non e’ arrivato.

Scommettiamo che da qui ad un mese o due, nessuno si muovera’ o fara’ sforzi extra per studiare a tavolino la strategia futura? Scommettiamo che le settimane saranno monopolizzate da vuoti richiami alle realta’ imprenditoriali locali?

Ecco, avete capito che quel giorno di riflessione mi ha riportato sulla terra, razionalizzando quello che sino ad ora era ammantato da sogni ad occhi aperti; quello che si visto e vissuto non spostera’ di una virgola i problemi esistenti, a partire da quello economici. Gli incassi hanno alleggerito il “rosso” di fine campionato, e da domani si deve ripartire da zero, con zero risorse. Mi scuso per lo sfregio alla poesia, ma il moto popolare verso la pallacanestro non sensibilizzera’ certo chi e’ incapace di assorbire una “richiesta” popolare.

Unico viatico? La campagna elettorale imminente per il nuovo sindaco… come a dire, siamo alle solite, ci aggrappiamo alla politica per vivere lo sport… ben messi.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.wordpress.com)

Pubblicato il maggio 15, 2015 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Stefano Saponaro

    Bravo Raffaele. Sei un grande come sempre. Nemmeno terminata la partita di Brescia, già pensavo al futuro. Senza un soldo, con Carra (speriamo ci ripensi il capitano…), Tonut ed Holloway sicuri partenti, dove andiamo? Ed il milione di euro (minimo) per impostare la nuova stagione, chi lo omaggerà alla Pall. Trieste? Una domanda che fa venire il magone… Ma penso al sindaco, che ha giocato a basket, che è stato presidente della Pall Ts, che è quasi sempre al Palarubini… Possibile che non riesca, perlomeno con Illy, della sua parte politica, a tirar fuori qualcosa? La Illy, una delle pochissime aziende italiane che, evidentemente grazie ad un prodotto eccezionale ed ad una dirigenza all’altezza, si è fatta (quasi…) un baffo della crisi…, possibile che non possa impegnarsi, con un programma di tre anni, per “sposare”, anzi, risposare la Pall. Trieste? Non dico che la sponsorizzazione, per il colosso del caffè, costi come una tazzina di caffè, ma però, poco via… Possibile che Cosolini non riesca in questo intento? E poi, vedere la Pall. Trieste, con la canotta “Illy caffè Trieste”, in giro per l’Italia, farebbe proprio schifo all’azienda Illyana, dal punto di vista pubblicitario? Possibile che Cosolini non riesca, soprattutto come sindaco, a raggiungere quest’obbiettivo? E la Allianz? E le Generali? Tanto per citare i colossi? E per questi ultimi si, che 3 milioni di euro in tre anni, sono quasi granelli di sabbia… E per la città, sarebbe un qualcosa di quasi dovuto…Ed ora, come dici tu Raffaele? Ci saranno settimane e settimane di silenzio. Perchè questa, purtroppo, è la bruttissima abitudine della Pall. Trieste… Ed uno schiaffo in faccia soprattutto a tutte quelle persone che sono tornate ad affollare, come non mai, il Palatrieste! Speriamo solo che tutto l’entusiasmo che la squadra di Dalmasson è riuscita a ricreare, non sia stata solo un fuoco di paglia che lascerà solo del fumo, quando le fiamme splendenti, saranno solo un ricordo. Ma che peccato, che peccato! Stefano Saponaro

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