Ciao “tuono di cioccolata”…

morte-dawkins-28-8-2015-4Da Basketnet.it: http://www.basketnet.it/component/k2/item/33099-ciao-tuono-di-cioccolata-di-raffaele-baldini.html

Darryl, nessuno ti da il cambio… torna in campo!

No, purtroppo la mesta uscita di scena di Darryl Dawkins non è un minuto per prendere fiato; “tuono di cioccolata” ci ha lasciato, percorrendo la croisette che porta nel paradiso cestistico, con le giacche improponibili che era uso indossare e il consueto sorriso coinvolgente.

I paradossi della vita: un gigante roccioso, immortale nella mente di tutti quelli che lo hanno potuto vivere su un campo da basket, in una serata qualunque, depone le armi per stendersi sopra lo scudo di spartana memoria, non certo da sconfitto però ma da glorioso combattente. Darryl Dawkins nella mia mente è stato veramente… un tuono: l’adolescente che cominciava a mitizzare questo sport, da una parte archiviava l’immagine del “babau” infantile (ideale impersonificazione ndr.), dall’altra rimaneva estasiato da cotanto strapotere tecnico unito alla mole sovradimensionata per l’epoca. L’antesignano Shaq, con una mano nettamente più morbida. Ed è anche per questo che “Big Aristotele”, a quelli della mia generazione, non ha destato esagerato stupore.

Ricordo anche un aneddoto in quel di Chiarbola, a Trieste, ma forse lo ricorderà ancor più Davide Cantarello, uscito vivo dall’episodio. Incontro Ipifim Torino-Stefanel Trieste, Dawkins di qua e “Canta” di là, a duellare… pardon, un tentativo impari da parte di un bianco di arginare la montagna di cioccolato. Il fido lungo di Boscia Tanjevic aveva dalla sua un’ astuzia e tecnica difensiva oltre la media, ed ecco il trappolone per “baby-gorilla”: cinturato alla vita e trascinato nei più classici rinculi da sfondamento… e la valvola all’uomo di Orlando parte. Si gira, e una volta atterrato il “Canta”, gli rifila una pallonata sullo stomaco… fischio poderoso dal grigio ed espulsione. Fra gli improperi del pubblico e un’eccitazione generale evidente, ecco la versione Michael Duncan del “Miglio verde”, placido in direzione spogliatoi, senza battere ciglio.

Ma la versione italiana (Torino, Milano, Forlì) rimarrà mitica per statistiche impensabili: stagioni oltre il 70% al tiro da due punti, punte sopra l’80% in diverse partite, tutto in una combinazione meravigliosamente mixata di tecnica e potenza. E pensare che era a fine carriera…

Il fato ci sta togliendo pian pianino tutte le icone romantiche di una pallacanestro che oggi non può essere così nitidamente variopinta; personaggi come Darryl Dawkins non se ne vedono e non se ne vedranno più, e di questo se n’è accorta anche l’NBA (non proprio l’ultima arrivata in fatto di testimonial credibili); la sua voce roca, le sue presenze, sgargianti e pacchiane come quelle dei divi di Hollywood, mai passate inosservate, hanno allungato la scia emotiva di quelle violente affondate a canestro.

Ciao “tuono di cioccolata”, mi mancherai…

Pubblicato il agosto 28, 2015 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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