Io credo in “Trieste6Uomo”

12079318_1609747969290538_1821968674920736655_nC’ho pensato a lungo sull’opportunità di “forzare” una posizione che di norma mi vorrebbe super partes. “Trieste6Uomo” mi ha convinto sullo sbilanciamento, con la forza di alcuni principi etici che ho potuto toccare con mano e che espongo sinteticamente:

  1. E’ una iniziativa che parte dal “basso”, che conserva tutta la spontaneità della gente comune, di chi non chiede nulla in cambio. Altre forme similari (ma elitarie), formatesi dietro la pomposa aggregazione di imprenditori, portano appresso la curiosa natura sparagnina (non tutti eh) e pretenziosa, viatico non certo dei migliori per convincere della bontà di un progetto.
  2. Vive di TRASPARENZA, per quello che concerne gli obiettivi, i movimenti all’interno del gruppo e sulle transazioni economiche. Di questi tempi…
  3. E’ democratica, nel senso che lascia la libertà d’azione all’individuo, anche solo dando l’opportunità agli esercenti di formare networking sotto l’egida del “SestoUomo”.
  4. Ha un elevatissimo obiettivo: quello di aiutare economicamente e INDISTINTAMENTE le società di pallacanestro locali.
  5. Usa in maniera intelligente il veicolo più credibile di coinvolgimento aziendale: quello della rete. In questo modo, gli esercenti facenti parte e i normali cittadini entrano in un circuito di servizi, con reciproca convenienza.

E’ giusto quello che un parte critica sostanzia: il tifoso deve fare il tifoso e compie il pieno dovere nel sottoscrivere l’abbonamento. E’ anche vero però che forme di appoggio popolare sono il miglior modo di partecipare attivamente ad un movimento sportivo. Con “Trieste6Uomo” a mio avviso è questo che cambia, si passa da una forma pedissequa di assistenzialismo, ad una di coinvolgimento attivo.

Non dico che non ci sono aspetti da limare, anzi, uno degli aspetti più scottanti sarà quello di definire a tavolino la spartizione delle risorse, in un ambiente, per storie pregresse e baruffe da vicinato, carico di astio e di invidie. Però da qualche punto bisogna cominciare…

Oh, a scanso di equivoci e per chiarezza: conosco quasi tutti i principali attori protagonisti di questa iniziativa, e questo aspetto non fa che accrescere la convinzione che sia un buon progetto. Quindi, per i maligni, sono senza dubbio di parte…ma a ragion veduta. Poi, come nel mio consueto spirito critico, sarò il primo a fungere da “sentinella”…

Ah si, di norma il sesto uomo entra e spacca in due le partite. Chissà che non si possa dare una svolta anche dal punto di vista economico ad una città spenta.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)

Pubblicato il dicembre 3, 2015 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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