La città ribolle, domenica il Palatrieste sarà un inferno dantesco

12792281_1659103587684003_5293650567299877590_oNon c’è stato bisogno di troppi “lanci mediatici”, l’arrivo della prima della classe, la De Longhi Treviso, con tutto il carico di storia che si porta dietro, ha scatenato l’immaginario collettivo cittadino. Chi pubblicando sui social video di vittorie passate nella massima serie (la tripla di tabella di Washington rimane una pietra miliare del recente vissuto giuliano), richiamo al sano spirito curvaiolo (città tappezzata di striscioni, vedi foto), sfottò a distanza per un derby triveneto ad altissima intensità. Non bastasse, Trieste (soprattutto) ha la necessità di vincere il match per due punti d’oro in chiave play off, la compagine di Pillastrini invece vede mettere sulla bilancia stagionale il primato.

Un appassionato lettore, Marco Torbianelli, ricama un pezzo d’introduzione alla sfida di domenica:

TRIESTE – TREVISO, derby triveneto di A2 undici anni dopo quella finale

                Compiendo un breve (e non indolore) viaggio nel tempo e frugando impunemente nei cassetti della memoria di molti tifosi troviamo senz’altro la finale di Coppa Italia della stagione 1994/1995, la prima per Trieste dopo dieci anni di Stefanel.

                Seppur orfana dei vari Gentile, Bodiroga, Pilutti, Fučka la IllyCaffè Trieste agli ordini di coach Virginio Bernardi, dopo aver eliminato Gorizia, Rimini, Varese e Pesaro conquistò la finale trovandosi davanti una delle migliori Benetton Treviso della storia, alla sua quarta finale consecutiva e vincitrice delle ultime due edizioni. Tra le fila biancoverdi giocatori del calibro di Pittis, Rusconi, Marconato, Iacopini, ma soprattutto la coppia di stranieri Naumoski – Woolridge, sotto la sapiente guida di Mike D’Antoni.

Tra le mura del palasport bolognese di Casalecchio di Reno quel 3 marzo 1995 Trieste – con ancora negli occhi e nelle ossa la sconfitta interna per 76-105 rimediata proprio contro Treviso in campionato cinque giorni prima – combattè ad armi pari, nonostante un roster molto meno blasonato (ricordiamo tra gli altri Tonut, Burtt, Thompson, Gattoni) ed alla fine cedette 77-81 contro quella squadra che qualche mese dopo perderà la finale scudetto contro la Virtus Bologna e conquisterà l’EuroCup.

Oggi gli orizzonti sono diversi, gli obiettivi societari pure, ma il sapore del derby non è cambiato, la voglia di basket è immutata, con la mente di entrambe le tifoserie protesa ad un futuro roseo e quanto più immediato possibile di nuovo nel novero dell’elite cestistica nazionale.

Treviso domenica prossima si presenterà al PalaTrieste da capolista di un campionato difficile ed imprevedibile, con tutte le intenzioni di confermare il 69-55 dell’andata e di continuare a guardare tutti dall’alto. Trieste dal canto suo vanta l’imbattibilità casalinga nel 2016 e viene da quattro vittorie nelle ultime cinque partite, con quell’unica sciagurata sconfitta di Matera, che però pare aver avuto effetti molto positivi sulla tenuta psicologica della squadra, oltre ad aver fatto probabilmente uscire il “vero” Roberto Nelson.

Nella pre-season la sfida finì 72-66, con 17 punti di Parks e 19 di Canavesi. Erano solo cinque mesi fa. Altra storia. Altra realtà.

A livello statistico finora Trieste ha segnato in totale 1657 punti (media/partita 72.0) con il 49% da 2 punti, il 32% da 3 punti e il 72% dalla lunetta. Treviso ne ha messi 1796 (media 78.1) con il 52% da 2 punti, il 36% da 3 punti e il 68% nei liberi.

Sfida nella sfida quella tra gli americani Jordan Parks da un lato e Marshawn Powell dall’altro, indubbiamente due dei migliori rimbalzisti del campionato. Ecco il dettaglio dei valori con la rispettiva posizione nelle classifiche individuali (immagini e dati da http://www.legapallacanestro.com/serie-a2):

Stats Parks-Powell

Pubblicato il febbraio 26, 2016 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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