Alma-raviglia! Derby triveneto stravinto davanti al record di pubblico


12790835_10209066394316449_4265358423974178086_nALMA AGENZIA PER IL LAVORO TRIESTE – DE LONGHI TREVISO

QUINTETTI

TRIESTE: Bossi, Pecile, Gobbato, Parks, Landi

TREVISO: Fabi, Allegri, Fantinelli, Powell, Ancellotti

Non c’è bisogno di presentazioni, Trieste  e Treviso ieri, oggi e domani rappresentano e rappresenteranno la pallacanestro italiana del nord-est di tradizione (aspettando Udine e Gorizia). Pazzesca cornice di pubblico, il Palatrieste stipato come nelle grandissime occasioni, si stimano 5700 spettatori (circa 300 provenienti dal Veneto), con record di pubblico per la serie A2.

Il giovanissimo Gobbato bagna la sua stagione con un esordio in quintetto, nello stupore generale ma nell’esigenza di sopperire alle condizioni precarie di Nelson; partenza razzo dei giuliano, un 10-2 senza errori, prevedibile carica emotiva di un ambiente carico a dir poco. Landi nel consueto stato di grazia balistico, mette la tripla del +11, Treviso attende senza troppa cattiveria cestistica che passi la buriana; Powell cerca in area pitturata di creare le condizioni per un mis-match a proprio favore: 16-6. Pillastrini chiama Abbott dalla panchina per avere punti, ma l’Alma è una macchina da canestri. Partita divertente, con difese un po’ “allegre”, prova ne siano i 31 punti globali segnati in sei minuti. Primo quarto giocato a mezza dimensione per i veneti (attacco ndr.), contro una dimensione piena triestina (sempre attacco ndr.), 33-16. Fisiologicamente la verve offensiva giuliana incontra un momento di stasi (anche per un quintetto con pochi punti nelle mani), la De Longhi però oltre a non sfruttare Powell riesce anche a gettare alle ortiche diverse occasioni a cronometro fermo: 35-17. Massimo vantaggio sul +19 con una tripla di un ottimo Bossi, Negri con un paio di buone iniziative lima il divario; Alley-hoop Bossi per Parks e il Palatrieste viene giù, time out Pillastrini su un eloquente 40-22. Difesa degli uomini di Dalmasson che alza i giri, Treviso si schianta sul muro biancorosso, nessuno realmente fra gli ospiti ha credibilità offensiva; Jordan Parks è il nuovo Papa nero, prende rimbalzi, segna e fa spettacolo, De Longhi sparita sotto i colpi di un’Alma ispirata: 49-26. Squadre all’intervallo sul 51-30.

Canovaccio già visto, Trieste a sprigionare freschezza e intensità sui 28 metri, veneti troppo passivi per un derby. Allungo tramortente sul +26, Andrea Pecile salva per le migliori occasioni la propria pallacanestro; momento di caos del match, padroni di casa distratti sotto le plance e canestri facili per Fantinelli e soci. Stefano Bossi continua ad essere una sentenza da oltre l’arco, per la prima volta si ha l’impressione che la squadra di Pillastrini metta la dovuta aggressività in campo: 61-41. Terza frazione scivola via senza che venga intaccata l’inerzia giuliana, quarto chiuso sul 64-47. Andrea Pecile predica pallacanestro da ogni centimetro quadrato di parquet, e in tutti i modi possibili, per contro i veneti mettono finalmente chili e centimetri sul piatto del match; tanta intensità ancora dagli uomini di Dalmasson, necessario bagaglio per un gruppo privo anche del contributo di Roberto Nelson. Jordan Parks oscura la vallata con la verticalità consueta, gli ultimi cinque minuti di partita sono una passerella per i triestini: 72-51. La De Longhi sfrutta il bonus speso dai padroni di casa, diverse gite in lunetta muovono il punteggio ma non la sostanza: finisce 82-66, nel delirio totale del Palatrieste e della Curva Nord, Treviso esce sconfitta ma senza troppo drammatizzare, allineata con lo spirito dei tantissimi tifosi giunti nel capoluogo giuliano.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)

Pubblicato il febbraio 28, 2016 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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