Landi manca già, Trieste capitola a Brescia

ANG_0752LEONESSA  BRESCIA – ALMA TRIESTE

Parte la missione impossibile della truppa giuliana nella gabbia del Palasanfilippo contro la quotata Leonessa, senza Aristide Landi e Andrea Pecile.

Grande inizio di Andrea Coronica per cominciare: tripla e assist al bacio per Parks e vantaggio esterno sul 3-5. Brescia però ha un piglio tutt’altro che arrendevole, la sfida è un confronto balistico da oltre l’arco, equilibrato e godibile per chi guarda; Cittadini spreca due falli, ma Hollis elargisce talento offensivo: 12-10. Alibegovic-Bossi, grandi sfide anche fra singoli, una “sparatoria” al PalaSanfilippo con bersagli centrati; Holmes imbavaglia l’ex Nelson, entrato dal primo secondo in una spirale emotiva controproducente. Trieste palesa una fragilità evidente sotto le plance, una coperta corta che vede Pipitone debole nella fase offensiva e Canavesi in quella difensiva; Hollis fa di conseguenza la voce grossa, Bossi castiga in penetrazione e il primo quarto si chiude sul 18-18. Tragedia greca tecnica per i biancorossi di coach Dalmasson ad inizio seconda frazione, con imbarazzanti palloni persi e un mini break per i padroni di casa servito sul piatto d’argento; secondi e tripli possessi per i lombardi, Dalmasson inferocito con Baldasso per due palle perse, rimette in campo Bossi sul 27-21. Bushati scava il solco, unendo una grande fase difensiva con una precisione offensiva degna di nota, massimo vantaggio sul +9; valanga di palle perse in casa triestina (12 ndr.), Holmes mette a nudo la pochezza difensiva di Nelson, si dilata il vantaggio per i padroni di casa sul +10. Trenta secondi vietati ai minori, uno scempio cestistico visto nemmeno nel torneo oratoriale, squadre all’intervallo con dominio lombardo esplicitato anche nei numeri: 41-28.

Ritmi alti e precisione relativa da ambo le parti, Brescia accelera con Holmes da oltre l’arco: 49-33 e partita virtualmente chiusa. Matteo Canavesi scalda la mano portando il suo avversario fuori dall’area pitturata, la Leonessa senza far nulla di trascendentale governa il match a piacimento (agevolata dal quarto fallo di Parks). Stefano Bossi è l’unico vessillo giuliano a sventolare alto al PalaSanfilippo, Dalmasson è talmente stufo di vedere atteggiamenti impropri dei propri lunghi che inserisce sul parquet il giovanissimo Andrea Donda; finale di terzo quarto sul 60-46. Prandin nella peggiore serata di sempre, Nelson inguardabile poco altro dai compagni e il solo Bossi a combattere contro i mulini a vento; gioco forza gli ultimi dieci minuti sono un esercizio di gestione per Bushati e soci, volati a +20 in un amen. Il tecnico comminato a Canavesi è il manifesto della frustrazione giuliana, Leonessa in surplace con tutti gli effetti coinvolti: 71-49. Coach Diana concede minuti importanti ai cosiddetti panchinari, la partita scivola via senza particolari scossoni (a parte la tripla di Gobbato): finisce 81-59, lombardi mettono in cascina due punti senza quasi faticare, Trieste non fa drammi per questo rovescio (previsto), anche se la storia della partita lascia in eredità forti perplessità sulla solidità dell’Alma sotto le plance senza Landi.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)

Pubblicato il marzo 13, 2016 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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