Deloach mette paura, ma l’Alma è nel fortino del Palatrieste

ANG_9070ALMA AGENZIA PER IL LAVORO TRIESTE – ORASI RAVENNA

QUINTETTI

Trieste: Bossi, Nelson, Coronica,  Parks, Pipitone

Ravenna: Rivali, Deloach, Malaventura, Masciadri, Smith

Punti pesanti, pesantissimi in chiave play off sotto le volte del Palatrieste: Alma e Orasì di fronte nell’orario insolito post-prandiale delle 14.15.

Vivace inizio di partita, con l’ammiraglio Nelson a fare la voce grossa (nel consueto andamento sinusoidale di rendimento), Trieste avanti 9-4 e time out immediato per coach Martino. Zona ravennate al rientro sul parquet, ad una volontà di ambo le squadre di prender ritmo fa da contro altare una fisiologica mancanza di ispirazione (vedi orario); Nelson è “on-fire”, massimo vantaggio giuliano sul 18-6. L’Orasì non segna veramente mai, c’è bisogno di un alley-hoop per Smith per avere certezza dei due punti, Dalmasson chiama time out dopo aver visto troppe elargizioni a rimbalzo. Finale di prima frazione con concorso di colpa, da una parte Trieste merita il vantaggio per un ottimo bilanciamento attacco-difesa, Ravenna merita di star sotto per un’asfittica fase offensiva: 21-8. Taylor Smith abbina splendidamente chili e verticalità, l’unico realmente in grado di impensierire la difesa triestina; sanguinoso spazio lasciato dagli ospiti a quell’arma letale da oltre l’arco che è Baldasso: 29-14. Fase del match avara di realizzazioni a cavallo del quarto, l’Orasì lima il divario con un paio di buone iniziative in penetrazione degli esterni; la zona ospite lascia chilometri di spazio ai tiratori ispirati di casa, Bossi un’altra sentenza da oltre l’arco e Trieste vola a +20. Squadre all’intervallo con inerzia totalmente a favore dell’Alma, 41-23.

Segni di vita in casa ravennate, ovviamente griffati Smith, sempre sul pezzo (e con effetti speciali), pur registrando imbarazzanti uscite dalla linea della carità; quarto fallo di un ottimo capitan Coronica, ma la macchina giuliana non alza il piede dall’acceleratore: 51-30. Stefano Bossi “in the zone”, paurosa prestazione per autorevolezza e precisione, pubblico a spellarsi le mani per l’ennesimo prodotto locale; anche Pipitone partecipa al banchetto domenicale (sia in attacco che in difesa), onestamente sui 28 metri c’è troppa differenza di energia. Deloach si mette in proprio ma anche la terza frazione si chiude con un divario sensibile: 58-43. Deloach sembra proprio aver cambiato marcia, così come tutta l’Orasì Ravenna, -12 sul tabellone e facce diverse per i ragazzi di Martino; gli ospiti non sono più a produzione USA (o perlomeno, non solo), Casini e Malaventura portano al minimo svantaggio (-9), 65-56 a cinque minuti dal termine. Deloach segna da casa sua e con l’uomo addosso, il tassametro corre e segna 29, Ravenna a -6. Masciadri con due triple scatena l’entusiasmo dei tifosi giallo-rossi, 69-67  e tutto riaperto; Smith s’infortuna e Martino “sfrutta” il jolly Malaventura dalla lunetta, 1 su 2 e 69-68 con 48 secondi da giocare. Roberto Nelson come sempre si prende le responsabilità nei momenti che contano, insaccando un tiro dai tre metri dall’alto coefficiente di difficoltà: 71-68 a 26 secondi dal termine. Pecile suggella dalla linea della carità la più impensabile, sofferta vittoria di Trieste per 74-68, fondamentale in chiave play off.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)

Pubblicato il marzo 20, 2016 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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