A quaranta minuti da un altro sogno…

ANG_1144Ecco l’esagerato direte voi… e no signori, è facile fare i razionali supportati dalle statistiche, dai numeri, dalle posizioni in classifica. Ben più difficile sarebbe stato preconizzare il traguardo della post season mesi e mesi fa, quando Parks era un diamante grezzo (lo è ancora, sia chiaro, ma un po’ più affinato), Landi battagliava con l’allergia, Bossi che cercava una dimensione e Zahariev che cominciava a colpi di zappa a scavarsi la fossa da solo.

L’Alma Trieste è cresciuta come qualsiasi creatura che deve essere forgiata nel tempo, da quell’abile artigiano veneto rispondente al nome di Eugenio Dalmasson; è caduta tante volte, ma dalle “sbucciature” ha imparato sempre qualcosa; le cicatrici di quelle cadute hanno fortificato la struttura per imparare a camminare prima, a correre poi. A tratti il cammino è stato esaltante, la vittoria al PalaDozza o quella in casa con Treviso davanti a 6000 spettatori resteranno nella memoria collettiva come delle gemme stagionali.

Adesso però l’appetito vien mangiando, e la fame di play off sale a dismisura: nei giocatori e staff, per cui ogni giorno di lavoro e ogni goccia di sudore sono stati in funzione di quell’obiettivo, negli appassionati, pronti a fare il carico di emozioni come fu un anno fa. Di mezzo c’è “solo” Legnano, una compagine che non ha tantissimo da chiedere ma che conserva la dignità di rappresentare una società molto ambiziosa. Trieste dovrà vivere la vigilia con attaccato nella porta dello spogliatoio il ritaglio dello scout di Matera, quella rovinosa caduta che è stata poi decisiva per cambiare marcia.

Non c’è oggettiva logica tattica (o perlomeno può essere considerata un complemento) rispetto alla volontà di prendersi il premio a pochi metri dalla linea del traguardo; quella “fame” di cui sopra deve rappresentare fuoco vivo in quaranta minuti ad alta intensità.

Pleonastico sottolineare come il quid in più venga dato dall’ambiente: questa stagione il Palatrieste ha registrato picchi importanti ma, in generale, un aumento delle presenze che non può che far felici tutti, in primis i vertici societari. Come già ribadito poi in mille versioni, la presenze sugli spalti è colore, passione ma anche…linfa vitale. Secondo calcoli neanche troppo circostanziati, l’Alma dovrebbe sperare di raggiungere la post season, idealmente fare almeno un turno di play off, con sogni bagnati di farne un altro; a quel punto il gap finanziario per chiudere l’annata sarebbe meno gravoso e tutto si potrebbe gestire con serenità.

Ecco, appunto…la serenità, chissà quante cose potrebbero farsi con la solidità economica alle spalle, senza carpiati con gestioni improbabili del Palatrieste o similari.

Domenica – ore 18.00, appuntamento con il sogno…

Raffaele Baldini

Pubblicato il aprile 16, 2016 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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