L’Alma non si ferma più, l’ultimo capolavoro a Roseto per la sesta piazza

ANG_0895L’ultima fatica della post-season per l’Alma Trieste, quaranta minuti di straordinaria importanza ai fini della griglia definitiva, ma che in nessun caso andranno a scalfire il capolavoro di Coronica e soci in questa stagione.

Gran ritmo e ottima fase difensiva giuliana nelle battute iniziali, una palla rubata di Prandin porta avanti l’Alma 0-4; contro parziale rosetano animato dal due coloured Allen-Waever, ma Parks entra nel match con quattro punti consecutivi. Bella partita, molto fisica e con ritmi elevati, nonostante diverse palle perse da ambo le parti si intravedono giocate di livello: 9-12. Nelson contro Waever, anche i singoli  arricchiscono la pietanza cestistica del sabato sera, Trieste perde qualche rimbalzo di troppo ma mantiene il vantaggio minimo; correndo la compagine ospite sembra trovare una spinta maggiore, con le difese assenti il tassametro corre, sull’ennesimo canestro di Bossi il quarto va a consumarsi sul 24-29. Fisiologico calo qualitativo del gioco espresso dalle due contendenti, da una parte Roseto sfrutta il dominio fisico di Bryan, l’Alma la maggior propensione alle giocate per gli esterni; Weaver commette un ingenuo terzo fallo in attacco, così come Marini, una “lacrima” di Landi  e una tripla portano sul +9 Trieste. Sul +10 un antisportivo a Pipitone (terzo fallo), onestamente rivedibile, regala un’occasione ai padroni di casa per limare il gap; Borra scuote l’ambiente con un grande impatto offensivo, la terna arbitrale bilancia l’errore precedente con un antisportivo (rivedibile anch’esso) a favore dei giuliani, allungo sul 36-48. Squadre all’intervallo con quattro punti consecutivi di Allen e punteggio sul 42-48.

Rientro cestistico oggettivamente inguardabile, tante oscenità tecniche e falli puerili da ambo le parti; primo canestro di Pecile, terzo fallo e quarto fallo fischiati a Parks (perlomeno curiosi), tegola che non potrà non incidere sull’economia della partita: 45-53. Il “Pec” castiga dall’arco due volte, esigenza dopo l’uscita dal campo di Parks, la terna arbitrale interrompe ogni azione offensiva rosetana con un fallo contro i giuliani; bonus ovviamente speso in un amen per gli ospiti,  ma Alma a +12. Gioca benissimo la squadra di Dalmasson, con Pecile a gestire i palloni in maniera enciclopedica; la curva nord rosetana apre un fumogeno per scaldare l’ambiente (peraltro già bello carico), partita interrotta e variabile sicuramente non trascurabile per il prosieguo del match (in Grecia erano docenti a riguardo). Massimo vantaggio esterno sul +17, con Vincenzo Pipitone strepitoso a sfruttare tagli in area. Ancora Pecile per il +20, terzo quarto chiuso con parziale di 0-6 e 55-69. Borra nuovamente decisivo, gli squali si rianimano per un parziale aperto a cavallo della terza frazione di 0-10; Matteo Canavesi piazza chirurgicamente 6 punti, ma Marulli sembra ispirato a dir poco. Nel momento più difficile i complementi di lusso di Dalmasson tengono il vantaggio immutato per i giuliani, Roseto sembra aver perso la verve offensiva, 66-80 a 6 minuti dal termine. Baldasso con due triple sugli scudi, l’Alma trasuda autostima da tutti i pori, l’ultimo ad arrendersi per i padroni di casa è il solito Borra. Il finale è l’ennesimo ricamo alabardato, un “magic moment” che sembra non fermarsi più per Coronica e soci: finisce 88-99, Trieste è sesta… giù il cappello!

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)

Pubblicato il aprile 23, 2016 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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