Ginobili: non può essere questa la fine…

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Da ftw.usatoday.com un interessante articolo di Nate Scott

Non sono pronto a dire addio a questi Spurs

Non può essere questa la fine.

I San Antonio Spurs sono stati eliminati ai Playoff NBA lo scorso giovedì al Game 6 contro gli Oklahoma City Thunder. Punteggio 113-99.

Sarebbe potuta essere l’ultima partita dell’ormai quarantenne Tim Duncan. E anche del trentottenne Manu Ginobili.

Io non sono pronto per dire addio a questa squadra.

Nel corso degli ultimi due decenni ho imparato a voler bene agli Spurs. Resistergli sarebbe stato difficile, nonostante li si punzecchiasse sempre per la loro attitudine a badare più ai fondamentali che ad altro. C’è stata la leadership di Duncan. Non è mai andato matto per i titoli sui giornali e come lui nemmeno i suoi compagni. Duncan e l’allenatore Gregg Popovich davano l’esempio e gli altri li seguivano.

Facevano un bel team. Popovich definiva i ruoli per i suoi giocatori, creava le giuste aspettative e insieme al General Manager R.C. Buford andava a caccia di ragazzi desiderosi di entrare in squadra e di lavorare alla ricerca del canestro perfetto. Mentre l’NBA premierà sempre le conquiste personali (come è giusto che sia), gli Spurs hanno cercato di dare al gioco un sapore diverso. Michael Jordan è stato singolarmente un grande ed i suoi imitatori degli anni ’90 e 2000 hanno mostrato una faccia del basket.

Gli Spurs hanno optato per l’altra. E da vedere è stato uno spettacoloso meraviglioso.

La dinastia (perché di fatto di una dinastia si tratta) è iniziata con David Robinson e Tim Duncan che hanno unito le forze: l’ammiraglio esperto che prende il giovane ragazzone sotto la propria ala e che gli mostra come vincere l’NBA. Era la squadra di Robinson e quando lui è andato in pensione è diventata quella di Duncan; un tipo di transizione che si sarebbe ripetuta con personaggi diversi anche negli anni a seguire.

Questo schema si è realizzato quando gli Spurs hanno rubato Manu Ginobili all’Argentina con il 57esimo pick alla draft del 1999. Ginobili non era però pronto per l’NBA e si è perciò rivolto alla carriera in Italia. Si è poi unito al point guard francese, Tony Parker, preso 28esimo dagli Spurs al draft 2001.

Da quel momento i tre hanno lavorato a quello che sarebbe diventato uno degli stili di gioco più emozionanti mai visti, una sorta di combinazione tra la precisione e la forza di Duncan, il devastante first step e il salto mid-range di Parker e la creatività ed i passaggi di Ginobili. Buford e Popovich li hanno sempre circondati di giocatori capaci, sapendo che se ognuno avesse fatto il proprio lavoro, loro avrebbero potuto creare un basket devastante. E così hanno fatto.

Una cosa fantastica per quanto riguarda l’ampia diffusione di Internet negli ultimi vent’anni è che ha reso più facile, per quelli che non vivono nei dintorni di San Antonio, vedere questa squadra giocare. Indipendentemente dalle dirette nazionali che gli venivano concesse, le partite degli Spurs in tv non erano mai abbastanza. Con l’NBA League Pass, i twitter, i vines e simili, seguirli è diventato più semplice. Vedere quanto bene giocassero, più accessibile.

Questa stagione è stata una delle loro mie preferite. Duncan che invecchia, Parker e Ginobili affiancati da David West e dal più giovane LaMarcus Aldridge. La squadra si è lentamente messa nelle mani di Kawhi Leonard, e più la squadra diventava dipendente da Leonard e Aldridge, più i tre veterani trovavano un modo di contribuire, guidare e portare alla vittoria.

Questa è la ragion per cui la scorsa sera, guardando Duncan con lo sguardo perso rivolto verso il campo e consapevole che quella sarebbe potuta essere la fine… io mi sono sentito triste. Non può succedere davvero. È da quando andavo alle medie che guardavo Duncan giocare. Adesso ho trent’anni. Tutto questo è irreale. E anche se so che la cosa è improbabile, spero che Duncan e Ginobili tornino per un ultimo anno. Un’ultima corsa.

https://www.youtube.com/watch?v=T3y7cWmoBCI

Questo video dei momenti migliori è il mio preferito in assoluto. Lo guardo almeno una volta al mese, se non di più. Mostra gli Spurs al loro meglio, che segnano un gran canestro e poi un altro ancora migliore. Mostra Ginobili che gioca come un calciatore, un Lionel Messi ma sul parquet. (Il Ginobili che si vede tra il minuto 5,08 e il 5,20 mi fa sempre sorridere, se non ridere addirittura; è un vero genio).

Gli Spurs non andranno da nessuna parte, dovrei dire. Parker, Leonard, Aldridge e Popovich li ritroveranno l’anno prossimo ai playoff, sia con Duncan e Ginobili che no. Continueranno ad evolversi ed a dare spettacolo.

Ma questi tempi mi mancheranno. Mi mancherà questa squadra. Non sono pronto per dirle addio.

Pubblicato il maggio 14, 2016 su HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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