Reggio ci prende gusto, ora Milano ha un problema

a_casa_di_pietro_aradori_pietro_aradori_pallina_3Gara 4, la partita delle risposte: Reggio Emilia per confermare l’inversione di rotta della serie, Milano per circoscrivere la debacle di gara 3 come una ricarica necessaria alla conquista del titolo. Presupposti unici per l’ennesimo capitolo di una appassionante saga.

Ad un inizio molto contratto e fisico, nonché equilibrato, la Grissin Bon mette la testa avanti con l’ispirata vena di Della Valle: 7-5. Alessandro Gentile aggredisce il ferro con spirito nettamente rinnovato rispetto alla precedente uscita, l’area reggiana è comunque terra di conquista EA7. Pietro Aradori bagna il suo rientro con una giocata da quattro punti, un bel modo per mettere in partita il PalaBigi; ed è proprio lui il beneficiato di turno in un gioco offensivo degli uomini di Menetti che trova sempre il terminale opportuno con metri di spazio: 16-12 e time out Repesa. Pietro Aradori è incendiato più che caldo, infila triple con regolarità spaventosa, dalla parte opposta però l’Olimpia mette il jolly difensivo per eccellenza, cioè Bruno Cerella; prima frazione chiusa sul 21-22. Needham crede forse troppo presto che gara 3 faccia giurisprudenza offensiva, diversi errori da fuori non creano eccessivi disagi, in quanto entrambe le formazioni faticano a trovare canestri; paradossalmente la meno strutturata Reggio sfrutta la profondità in area per giocate utili da parte di Lavrinovic e soci, padroni di casa nuovamente avanti per 31-28. Break e contro break, è il momento di Milano con una tripla di Kalnietis per il contro sorpasso e time out immediato di coach Menetti. McLean per sostanza è mezza Olimpia, il resto lo fa Kalnietis ma dalla parte opposta Pietro Aradori è una sentenza: squadre all’intervallo sul 41-39.

Un minuto e 56 secondi (!) sono abbastanza per far chiamare time out a coach Repesa, con un vantaggio interno sul + 6. EA7 senza troppe idee ed ancorata ad individualità importanti, fra tutte quella di Sanders; dalla parte opposta invece la Reggiana ha pazienza, ogni extra-pass è un cioccolatino per facili conclusioni da sotto: 54-47. Nel momento migliore, Aradori e soci compiono un paio di ingenuità evidenti, mortificando la possibile fuga: terzo quarto chiuso 59-55. Stanchezza evidente ad inizio ultima frazione, esplicitata da tanti tiri corti finiti sul primo ferro; Rakim Sanders è un fuoriclasse a questi livelli, pur lasciando tanti tiri liberi per strada, vantaggio minimo Grissin Bon sul 62-58. La bimane volante di Polonara manda in visibilio il Palabigi, il vantaggio di otto lunghezze a poco più di cinque minuti dal termine sono un bottino importante in vista del rush finale. McLean-Sanders, sui lori muscoli e sulla loro tecnica si poggiano le residue speranze meneghine di riprendere il match; il fallo tecnico di un pessimo Gentile manda i titoli di coda (o quasi), Reggio Emilia vince 81-76, simulando un suicidio sportivo che porta l’EA7 anche a -1, e pareggia la serie; ora logiche mentali e tattiche devono essere riviste in vista di gara 5.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)

Pubblicato il giugno 9, 2016, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., HighFive, News con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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