Quando il basket ruba la scena al calcio per la tesi di laurea

1899Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Paolo De Mattia è un portiere di calcio, quella categoria di atleti che vive la solitudine del ruolo in un gioco di squadra. Soprattutto è uno studente che ha allargato l’orizzonte conoscitivo presentando una tesi di laurea sul…basket. Si, avete capito bene, l’egemone sport nazionale del pallone, per cui Paolo palpita di passione da anni, si vede detronizzato dalla palla a spicchi. “Analisi del riscaldamento pre-partita nella pallacanestro” è l’argomento di tesi di laurea magistrale in scienza dello sport, un lavoro che ha fruttato un brillante 110 e lode, grazie anche alla disponibilità di società quali Reyer Venezia, Alma Trieste, GSA Udine, Caorle, e la Nazionale. Non si può non partire dai motivi di una scelta in controtendenza rispetto alle radici: “sono appassionato di basket sin da piccolo in realtà, agonista fra due canestri nelle estati a Villa Ara. Grazie alla conoscenza del Prof. Bardini ed al corso che ho seguito per diventare preparatore atletico di base, mi sono immerso in una branca estremamente interessante della disciplina, fatta di concetti chiari e lineari. In più l’amicizia con Luca Bonetta (ex Pallacanestro Trieste ndr.) ha fatto sì che i coni d’ombra diminuissero e che cominciassi ad apprezzare il gioco nei suoi aspetti tecnico-tattici.” Come si potrebbe sintetizzare il tuo studio sul riscaldamento pre-partita? “Lo suddividerei in due parti fondamentali: lo scouting, andando alle partite e analizzando con fotografie e filmati metodi standardizzati ma coniugati in modo diverso, anche a seconda della categoria dei campionati, ed il questionario, in cui si archiviano le “categorie-dipendenti”, cioè i principi metodologici base, a prescindere poi dell’esplicitazione sul campo.” Qual è l’allineamento fra staff e preparatore atletico, quali sono i margini di manovra dei soggetti? “Calcolando che tutto viene studiato a tavolino in settimana, la rappresentazione poi nel giorno del match è gestita autonomamente dal preparatore atletico, con il placet preventivo dell’allenatore. C’è anche da dire che più un gruppo è rodato negli anni, è più è facile lasciare libero arbitrio ai giocatori.” Esiste una reale concatenazione fra un buon riscaldamento e la prestazione sul campo? “Essendo il pre-partita un momento cardine dal punto di vista mentale-motivazionale, il fattore incidente c’è già; dal punto di vista metabolico-muscolare il lavoro preparatorio alla sfida ha una “carica” tarata sui 10 minuti. Per cui, dal primo quarto è evidente la squadra che si è riscaldata mentalmente e fisicamente a dovere e quella che non l’ha fatto adeguatamente.” Se domani ti chiedessero di andare a vedere una partita, calcio o basket? “ Non facile…direi pallacanestro, per il gusto di approfondire ancora gli aspetti del gioco…”

 

Raffaele Baldini

Pubblicato il novembre 18, 2016 su BASKET TRIESTINO, HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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