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Keys of the match – Dinamica Mantova

chiavi-copiateDa: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

E dopo la Segafredo Bologna l’Alma Trieste si confronta con un’altra big del nostro campionato, la Dinamica Mantova di coach Martelossi. L’inizio balbettante dei lombardi è stata solo un’ illusione per le avversarie, mentre non era nient’altro che il fisiologico rodaggio di una squadra ricostruita con nomi importanti. Gli Stings arrivano all’Alma Arena nelle migliori condizioni psico-fisiche, avendo passeggiato sulla GSA Udine nel turno infrasettimanale e con il morale alle stelle frutto di 7 vittorie consecutive.

Il settebello – 81,8 punti segnati, 72,4 subiti, avversarie di rilievo annientate come Fortitudo Bologna, Verona e Roseto. 135/248 per il 54,4% da due punti, 64/175 per il 36,4% da tre punti, 89/121 per il 73,5 ai tiri liberi. Quanto sopra esposto è il fatturato di 7 referti rosa, statistiche importanti che non dicono tutto; infatti fra le righe c’è anche l’inserimento definitivo di un talento come Deandre Daniels, la leadership di Giachetti (a discapito di un ottimo giocatore come Gergati ndr.), e la straripante stagione di Lamarshall Corbett, capace di confezionare 18 punti a partita con 58% da due, il 40% da tre e l’84% ai liberi.

Scomodando Freud – Mike Tyson soleva vincere i suoi incontri di boxe ben prima del suono del gong del primo round; l’impatto psicologico sull’avversario bastava per squilibrare poi le sorti di un match già scritto. L’Alma Trieste potrebbe far leva psicologica su due giocatori incidenti a disposizione di coach Martelossi: Alessandro Amici e Francesco Candussi. Il primo, talento irascibile, ha già conosciuto i “fastidi” del pubblico giuliano; dal tifo contro possono scaturire due prestazioni diametralmente opposte, quella onnipotente ma anche quella deleteria per la squadra. L’ex lungo di turno invece, conoscendolo, non potrà restare insensibile ad una platea che lo ha accolto come un figlio; possibile che paghi lo scotto emotivo del ritorno a casa.

Home sweet home – Questa volta è complesso anche farne una questione quantitativa: Mantova viaggia con rotazioni a 9 effettivi, tutti competenti in materia. Trieste quindi ha la necessità di aggrapparsi al solito “effetto sesto uomo”, quell’energia che investe Coronica e soci trasformandoli in guerrieri impavidi. Non c’è niente da fare, la storia di questa stagione parla chiaro, l’Alma può coltivare ambizioni per sovvertire i pronostici della vigilia solo e unicamente presentando la faccia giusta delle partite in casa.

 

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Pubblicato il dicembre 11, 2016 su BASKET TRIESTINO, HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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