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Analisi post Verona

javonte_greenJavonte, so good!

Se avessimo la possibilità di confrontare con un videotape le prestazioni ultime di Javonte Green con quella prodotta contro Verona, ci accorgeremmo che qualcuno ha messo lo “slow-motion” sulle prime, e la ganasce alle caviglie del giocatore. Al di là dello scout, il match giocato dall’ala con il n.5 è stato di una intensità gladiatoria; è saltato una volta di più e 10 centimetri più in alto della volta prima, ha “scivolato” difensivamente un metro in più, ha cacciato la palla come fosse l’ultima di una finale scudetto. Ha ragione Dalmonte nel focalizzare il manifesto della partita sul rimbalzo offensivo scippato da Green e canestro successivo con fallo subito; con questa “fame” l’americano e al sua squadra possono veramente ambire a traguardi insperati.

La maschera del guerriero: Andrea Pecile

Abbiamo citato l’azione che funge da manifesto alla vittoria triestina su Verona; ma c’è anche un volto che rappresenta una squadra. E’ quello di Andrea Pecile, in campo pur non essendo al meglio. Uno dei figli della nobile Trieste cestistica ha dapprima “assaggiato” le delicate braccia di Robinson sul volto, poi una gomitata di Portannese per un taglio immediatamente suturato. A 36 anni, con il suo passato e dovendo gestire gli ultimi scampoli di carriera, gli si sarebbe concesso un mezzo passo indietro salvaguardando il fisico per le future battaglie. Il “Pec” invece non ha neanche preso in considerazione l’idea di abbandonare il gruppo, è tornato sul parquet più cattivo di prima, si è sbattuto come un leone ha mandato il più bel segnale subliminale alle nuove generazioni di giocatori.

Lezione di etica

L’etica è quella branca della filosofia che studia la condotta degli esseri umani e i criteri in base ai quali si valutano i comportamenti e le scelte. Se la morale considera le norme e i valori come dati di fatto, condivisi da tutti, l’etica cerca di dare una spiegazione razionale e logica di essi. L’Alma Arena la scuola, Eugenio Dalmasson il docente e una classe (la squadra ndr.) fatta da primi della classe; invito TUTTI, dai genitori agli istruttori delle società minori, a mandare i propri ragazzi  a fare full immersion per apprendere il significato di abnegazione professionale, di costruzione di una mentalità vincente, di attaccamento alla maglia. Questi sono VALORI.

Tezenis Verona la più forte dopo la Virtus, ma quella scelta…

Coach Dalmonte in sala stampa giustifica il perdurante riposo in panchina nel primo tempo di Robinson, Frazier e Diliegro con un senso di funzionalità tattica dei protagonisti in campo in quel momento e con l’ovvia esigenza di preservare i titolari dai falli. La mia idea non è allineata: Trieste nei primi venti minuti non ci stava capendo tanto contro la zona “2-3” e “Match-up” ordinata dall’allenatore scaligero, al punto di subire quel vantaggio esterno oltre la doppia cifra, il più esplicito segno di dominio ospite. Calcolando che due giocatori su tre (Robinson e Frazier ndr.) sono attaccanti, quindi capaci di gestire le proprie infrazioni, io avrei pigiato sull’acceleratore per minare le certezze giuliane, aumentando il vantaggio (se possibile) e scolpendo l’inerzia della gara nel parquet dell’Alma Arena. Gestire a Trieste è una pratica sanguinosa…

Per un match di cartello non è pensabile presentare tre arbitri non all’altezza

Trieste-Verona rappresentava il match clou insieme a quello fra la Fortitudo e Treviso. A questi livelli non è pensabile mandare una terna arbitrale giovanissima e totalmente inadeguata. E la conduzione per tutti i quaranta minuti è stata una cattivissima espressione di quello che si intende per avere un metro arbitrale univoco, essere puntuali nelle fischiate ed avere personalità. Tutti scontenti alla fine, ma degli orrori tecnici nel finale sono una pesante eredità per chi vince e per chi perde, un fardello di cui tutti ne faremmo volentieri a meno.

Ed ora la Fortitudo Bologna, basta il nome…

Va bene, abbiamo scherzato con Roseto, abbiamo lanciato un segnale contro Verona…ora è giunto il momento della nuova grande risposta di pubblico. Alle 14.15 di domenica arriva, davanti alle telecamere di Sky, la nobile Fortitudo Bologna di coach Matteo Boniciolli. Gli ingredienti ci sono tutti per gustarsi un pranzo luculliano: la “F” con un Legion in più e reduce dalla straripante vittoria contro la Dè Longhi Treviso, l’ulteriore slancio per l’alta classifica, l’arrivo della prima tifoseria italiana, il ritorno del più controverso personaggio cestistico…guarda caso triestino. L’Alma Trieste ha l’ennesimo esame di maturità per tenere a distanza una big del girone, per consolidare la legge dell’Alma Arena e perché no mettere un po’ di fiato al collo dei trevigiani, in evidente calo. Per far questo è necessario che il “sesto uomo” si superi perché, questa volta, se non si è adeguati…Bologna gioca in casa o quasi.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)

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Pubblicato il gennaio 30, 2017 su BASKET TRIESTINO, HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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