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Analisi post Forlì

ANG_0532Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Paziente Parks, dica…trenta – Una chiave del match messa in evidenza nell’immediata vigilia della sfida a Forlì era rappresentata dalle condizioni di Jordan Parks. E’ bastata un’azione per capire che la pantera di Staten Island voleva “mangiarsi” l’avversaria con felina aggressività; quaranta minuti di straripante intensità, espressioni tecniche sui 28 metri che hanno decretato il completo recupero, fisico e mentale. E Jordan è ormai un ragazzo maturo per il campionato italiano, segnando con freddezza i tiri liberi decisivi, con la pressione del punteggio in bilico e con il tarlo nella testa di un periodo di squadra pessimo dalla lunetta.

Vinci essendo brutta? Segno di solidità – Brutta, farraginosa, ecumenica nel porgere più volte la vittoria all’avversaria, ma alla fine dannatamente solida. L’Alma Trieste esprime tutta l’essenza di un percorso che l’ha vista programmare una salvezza dopo le prime giornate di campionato sino a conquistare le Final Eight di Coppa Italia, toccando la vetta del girone. Durante i quaranta minuti fa a botte con il talento, si accende in fiammate di puro agonismo sprecando vantaggi in ingenue gestioni, si aggrappa alla coperta di Linus di una difesa figlia del sacrificio e chiude i conti con sfacciata convinzione. Pazza, istintiva, spregiudicata creatura.

Javonte Green, look! – Simbolo del pensiero debole di Green al PalaFiera: palleggio ardito a metà campo, raddoppio avversario con palla persa e, ben lungi dal tornare in difesa, rivendicazione di un fallo non fischiato. Caro giovane atleta, quello che vige nell’Italia cestistica è un regime di durezza mentale e fisica, in cui la cultura dell’alibi finisce per sedersi in panchina. La vittoria di Forlì è un assist dei compagni per rimettere testa e fisico in carreggiata, a partire da Recanati.

Tiri liberi, torniamo amici – Questa volta la fatidica lunetta per tiri a gioco a fermo ha strizzato l’occhio a Parks e soci. Pur in una serata non indimenticabile per i triestini (13/17 per il 76%), i palloni più pesanti sono stati infilati nel cesto (eccetto uno di Bossi) ma soprattutto gli avversari hanno emulato i biancorossi delle ultime uscite. Dodici (!!) errori in un match punto a punto sono la sanguinosa eredità che grava sulla sconfitta forlivese, stigmatizzata in primissima battuta da coach Valli.

LNP TV per molti ma non per tutti – “Come non l’avete mai vista”…ecco, appunto, mai vista. Lo slogan lanciato dalla LNP appare l’indomani della sfida del PalaFiera come una esilarante (per chi paga un po’ meno) battuta al poco o nulla visto in streaming. Per la verità con differenze territoriali, la visione della partita è stata un continuo percorso a singhiozzo, infastidente a dir poco. Un servizio a pagamento non può e non deve presentare questo grado di instabilità video, soprattutto nella seconda serie nazionale.

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Pubblicato il febbraio 21, 2017 su BASKET TRIESTINO, HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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