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Il Pagellone di fine stagione

DaRos

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

La premessa è d’obbligo: una stagione di altissimo livello è figlia di un risultato di squadra. Come tale quindi, riteniamo opportuno giudicare il contesto dei singoli rendimenti sopra la sufficienza a prescindere, perché altrimenti sarebbe un controsenso rispetto al principio del gruppo vincente.

Javonte Damarr Green, voto: 8

Andamento sinusoidale durante al stagione regolare, con picchi degni di nota; produzione mantenuta ad alto livello nei playoff con 15 punti a partita tirando con il 44% da tre punti. Abbassata solo la voce rimbalzi da 6 a 4.6, figlia dell’infortunio patito a Tortona. Americano in rampa di lancio, dalle potenzialità clamorose.

Jordan Parks, voto: 7/8

Matura gestione del potenziale: lascia al connazionale le luci della ribalta durante le 30 uscite di regular season. Nella post season si attesta oltre i 14 punti a partita, oltre 7 rimbalzi ma soprattutto dimostrando una decisività maggiore. Stecca solo la serie finale, ed è l’ultimo gradino che gli manca per diventare un leader assoluto.

Matteo Da Ros, voto: 8

Clamorosa resurrezione cestistica all’ombra di San Giusto. Il play aggiunto di oltre due metri dell’Alma ricama 11.2 punti a partita, 6.5 rimbalzi e 3.9 (!) assist a partita in stagione regolare. Onnipotenza cestistica smorzata solo dalla serie finale con Bologna e da un tracollo ai tiri liberi: passa dal 55% al 40% dei play off.

Daniele Cavaliero, voto: 8

Non era facile tornare a casa propria da acclamato giocatore di serie A. E’ stato il leader offensivo della squadra, tirando con il 50% da tre punti, spesso con marcature asfissianti, dall’alto peso specifico. Il più incidente rinforzo di primavera in A2.

Lorenzo Baldasso, voto: 7

Risucchiato in una spirale negativa stagionale senza fine: 5.6 punti a partita con un misero 38% da due e 36% da tre. Esplosione play off con Tortona e in generale una fiducia ritrovata quando il gioco si è fatto duro: 7.2 punti ad allacciata di scarpe, con il 42% da tre punti.

Stefano Bossi, voto: 6/7

Il rapporto con coach Dalmasson disegna la parabola discendente di un’annata. Play decisivo con 9.7 punti a partita e il 53% da due in 25.5 minuti di utilizzo, ectoplasma delegittimato dal timoniere nella post-season con 5.3 punti e soli 17 minuti di campo. Il de profundis con i 0 minuti nella terza gara di finale con la Virtus Bologna.

Roberto Prandin, voto: 7/8

Simbolo di una mentalità vincente. I numeri dicono poco, i 17 minuti di media con cui l’esterno ha potuto dimostrare la propria pallacanestro sono un bignami di ciò che serve per surrogare ad alto livello un talento relativo.

Alessandro Cittadini, voto: 6/7

Acquisto di lusso preso per far la differenza in area pitturata, con l’incedere della stagione e per esigenze tattiche, diventa complemento. Passa infatti dai 7.3 punti a partita della stagione regolare ai 4.6 dei playoff.

Andrea Coronica, voto: 6/7

Stagione coerente con le aspettative. Tanta “garra” e spirito di squadra a servizio della causa, passa dai 14 ai 10 minuti di parquet quando le partite sono senza ritorno; capitano fondamentale per riequilibrare logiche di spogliatoio non semplici.

Andrea Pecile, voto: 6/7

Diverse volte decisivo in stagione regolare, grazie all’esperienza e alla capacità di prendersi falli. Silente nella seconda parte della stagione, passando dagli 8.3 punti a partita in 21 minuti di utilizzo ai 3.3 in 14.1 con il 20% da tre punti. Fondamentale nel garantire gli equilibri, esempio di professionalità.

Alessandro Simioni, voto: 6/7

Giovanissimo ma di personalità. Ogni volta che è stato chiamato in causa si è fatto trovare pronto, non una cosa scontata nel primo campionato senior di livello.

Massimiliano Ferraro, voto: 7

Decisivo a Recanati e anima nella rimonta nel derby di Udine. Per incidenza un elemento di assoluto livello, che può raccontare ai futuri nipotini di aver concluso una stagione regolare in A2 con il 43% da tre punti e il 100% ai liberi.

Enrico Gobbato, Matteo Schina, Lodovico Deangeli, voto: n.g.

 

Coach Eugenio Dalmasson, voto: 8

Ennesima stagione di successo. Forgia il gruppo per un’orgogliosa cavalcata, sfrutta gli innesti per far sognare una città. Unica pecca: la gestione a livello umano delle risorse, finita per alcuni in un tritacarne dal retrogusto amaro.

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Pubblicato il giugno 23, 2017, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. sottoscrivo!
    ripartiamo da Dalma e zontemo triestinita con ruz spongy

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