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Cosa funziona e cosa non funziona

positivo_negativoCOSA FUNZIONA

 Rapporto società-pubblico

L’elemento più eclatante esplicitato dai numeri di una stagione. L’amministratore delegato Gianluca Mauro ha dato credibilità ad un progetto dimostrando con i fatti le ambizioni dichiarate: soldi e operatività sono il connubio che ha risvegliato definitivamente una piazza sopita da troppi anni di vacche magre. Inoltre, l’attenzione e la sensibilità con cui la società si sta dimostrando vicina ai propri appassionati non fa che accrescere l’empatia fra le parti. Ora starà in Alma trattenere più affezionati possibile di quei 7000 sempre presenti nella post-season.

Roster

A prescindere dal fatto che Jordan Parks è diretto verso Bonn, che Javonte Green probabilmente non sarà più in biancorosso, l’arrivo di Juan Fernandez struttura un reparto (regia ndr.) che aveva bisogno di un assestamento. Il gruppo che rimarrà ha radici solide di uomini con la testa sul collo, ottimamente predisposto per lavorare duro, responsabili di fronte ad una piazza esigente. Il mercato Trieste lo sa fare, lo ha dimostrato nelle ultime stagioni, per cui c’è fiducia sul chirurgico intervento che andrà fatto per rendere la squadra competitiva di questa stagione, una compagine da serie A1.

Bilancio

Quasi 600 mila euro raggranellati nei soli playoff sono un ottimo viatico per chiudere sereni il bilancio della stagione appena trascorsa, pur considerando gli extra-costi (non irrisori) per portare Cavaliero e Cittadini in biancorosso. C’è anche la zavorra dell’Alma Arena, zavorra in quanto tale per il relativo utilizzo per eventi collaterali. Tant’è che Gianluca Mauro parla addirittura di “attivo”, probabilmente facendo la tara a diverse questioni; la prima estate senza ansia.

COSA C’E’ DA RIVEDERE

Sicurezza

Gabbie, fasce di sicurezza come Canyon, poliziotti in antisommossa…eppure sono stati diversi i casi di cattiva gestione del servizio d’ordine. In un ambiente sanissimo come quello dell’Alma Arena, in cui quattro generazioni possono condividere la stessa passione senza problemi, dove i bambini possono scorazzare in tranquillità, sarebbe un passo indietro creare anche il minimo pensiero domenicale in virtù di “superficialità” operative. Non è un problema della società ma di strategie degli organi competenti.

Coinvolgimento e comunicazione

Mediaticamente la stagione dell’Alma è stata da orgasmo multiplo. Ne hanno parlato tutti della creatura a trazione alabardata che stupiva l’Italia. Per questo motivo i numeri sono il vessillo da sbandierare da chi si occupa di comunicazione, ben sapendo che è un prodotto insufficiente travestito da vincente. Se i risultati della squadra sono un’onda da cavalcare, c’è la necessità di costruire un substrato per quando la bassa marea stempererà l’entusiasmo; si è fatto poco dal punto di vista del coinvolgimento, sia a livello merchandising che a livelli mediatico, non ci sono state idee ma un pigro “copia-incolla” di cose già viste. Le iniziative splendide della maglia rossa o similari sono arrivate da Gianluca Mauro in prima persona, dal corner di Pecile e dalla Curva Nord, non dai preposti. Se la società vuole strutturarsi per una serie A1, decisivo è il come vendere il “prodotto” fuori dalle mura giuliane.

COSA NON FUNZIONA

 Rapporti umani giocatori-allenatore, dirigenti-dirigenti

Va bene, qualcuno deve pur farlo. Gianluca Mauro smentisce, i giocatori non si prendono le responsabilità in funzione di un futuro professionale, la realtà però è una sola. C’è un fronte non esiguo di componenti del roster (uno in realtà è sulla via di rientro a Trapani) che hanno patito il rapporto con coach Eugenio Dalmasson; se sta nella logica avere dei momenti di confronto, quello che è maturato nel tempo è proprio un’ “orticaria” espansa. Se da un lato si può supportare la tesi che l’Inter del Trap vinse lo scudetto dei record con uno spogliatoio totalmente slegato, è anche vero che l’allineamento fra squadra e allenatore facilita di molto le cose. Stessa cosa dicasi per i vertici: il triumvirato (con portafogli ndr.) Mauro-Ghiacci-Dalmasson fa reparto a sé, il Presidente Marzini pure, il Consorzio TSB un po’ qua e un po’ là. La mia idea è che in queste cose la migliore soluzione è guardarsi negli occhi e chiarirsi, dirsi tutto a costo di uscire di scena, altrimenti il piccolo fastidio può trasformarsi in malattia degenerativa.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)

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Pubblicato il giugno 28, 2017, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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