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E se capitasse…

clessidraFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Per ora la serie è sul 2 a 1 per Casale Monferrato, con una gara 4 da giocare al PalaDozza questa sera. Difficile fare un pronostico sulla prossima avversaria dell’Alma Trieste, possibile fare un quadro sintetico delle contendenti in lizza.

Se capitasse Casale…

Una squadra simile a Treviglio: un forte, giovane e strutturato reparto lunghi, con il centro croato Aleksandar Marcius a fare da capofila. Niccolò Martinoni, Riccardo Cattapan, Luca Severini sono cestisti complementari e in grado di ricoprire con costrutto più zone del campo, essendo dotati di tecnica e mano educata. La squadra ha gerarchie note con Sanders a fare da collante offensivo, il “sindaco” Brett Blizzard e Giovanni Tomassini con licenze offensive diffuse, Davide Denegri a orchestrare una regia fresca e pericolosa dall’arco. Giocano a memoria grazie alla collaudata e competente direzione di coach Ramondino, uno degli allenatori emergenti più quotati. Punti deboli? Un rendimento forse troppo legato alle medie da oltre l’arco dei tre punti e personalità/talento relativi dalla panchina. Nettamente più fresca a livello fisico della Fortitudo Bologna, può tenere i ritmi incalzanti dei playoff, anche in chiave finale e dopo un’eventuale gara 5 di semifinale. Il PalaFerraris, pur essendo caldo non rappresenta l’inferno del PalaDozza, anche se geograficamente molto più lontano.

Se capitasse Bologna…

Quando giochi contro Mancinelli, Rosselli e Cinciarini non potrai mai e poi mai stare tranquillo. Una triade in grado di vincere le partite da sola, “espertoni” silenti per 30 minuti cinici nell’ azzannare la preda quando serve. In un’eventuale finale l’avversaria deve mettere in preventivo di sacrificare all’altare dello scontro probabilmente due partite, quelle a Bologna. Il PalaDozza è un fattore da tanti punti di vista: decibel, “presenza fisica” a bordo campo (ma proprio bordo eh), carica per un gruppo a trazione…umorale. Se da un lato la carta d’identità degli uomini di cui sopra fa grado, dall’altra non può non incidere sulla condizione fisica. Già nella serie dei quarti e delle semifinali si è visto un rendimento sinusoidale figlio della stanchezza, figuriamoci se sottoposta alla “cura” difensiva per quaranta minuti di Trieste. Un altro limite è quello del timoniere: l’impressione è che il gruppo risponda sul parquet secondo l’umore del coach, fiammate improvvise alternate a cali verticali, e non c’è Comuzzo che tenga. In ultima battuta il perdurante stato di instabilità tecnico/comportamentale di uomini importanti come Amici, McCamey e Fultz.

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Pubblicato il giugno 4, 2018, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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