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Fra gara 1 e gara 2, con quell’ Allianz…a che fa sognare

35076665_228363007758270_1368397200643588096_nFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Si è chiusa gara uno, una vittoria Alma tanto sofferta figlia soprattutto di uno straordinario impianto tattico organizzato da coach Marco Ramondino e declinato sui 28 metri di parquet dai giocatori della Novipiù Casale Monferrato. Una valutazione di 92, una percentuale al tiro da due punti vicina al 50% e quella da tre del 44%, con ben 5 rimbalzi in più conquistati rispetto ai padroni di casa decreterebbero un successo (anche comodo) della squadra ospite. Invece il punto di svolta fra un capolavoro espresso per 35 minuti e una sconfitta maturata nel finale sta tutto nell’ammissione di coach Ramondino: “abbiamo perso quei 2-3 palloni (17 nel computo globale) in più che hanno regalato dei touchdown ai nostri avversari.” Sintesi perfetta del concetto che se Casale lascia solo un paio di transizioni rapide a Green e soci, è finita. Certo, tutto questo facendo anche una doverosa tara all’infortunio di Giovanni Tomassini (14 punti in 23 minuti domenica sera) per cui gli esami hanno riscontrato un trauma discorsivo al ginocchio con relativa stagione conclusa. Trieste riparte quindi in vista di gara due con il pieno di euforia del vantaggio nella serie, conscia comunque di aver portato a compimento una rimonta senza brillare; elemento questo che non può che far ben sperare in proiezione. Cosa cambierà dal punto di vista tattico? Le rotazioni ridotte dei piemontesi presupporranno maggiore utilizzo della “zona”, magari in forme adattate su alcune bocche da fuoco biancorosse (Bowers?). Offensivamente si cavalcherà l’atipicità di Niccolò Martinoni (22 punti e 6 rimbalzi in gara 1) e la presenza d’area dei lunghi Cattapan, Severini e Marcius, sfruttando quei pick and roll eseguiti da manuale; imprescindibile avere dai tre sopra citati un rendimento maggiore a livello realizzativo. Per contro la squadra di Dalmasson dovrà necessariamente adattarsi stemperando l’aggressività nei raddoppi sugli esterni per bilanciare in caso di eventuale “scarico” sui lunghi; oppure esaltare la coesa macchina da guerra a cinque pistoni, in cui ogni avversario viene soffocato dall’intensità. La chiave per l’Alma sarà quella della pazienza, la stessa che ha avuto Casale nel cercare l’extra-pass per stancare la difesa, la stessa che ha permesso ai triestini di attendere il movimento buono per azzannare la preda. Nell’arco dei quaranta minuti Trieste ha avuto versioni diametralmente opposte di rendimento, su tutti quella di Juan Fernandez, “Dr.Jeckyll” nei primi venti minuti e “Mr.Hyde” nei momenti caldi del secondo tempo; segno di maturità ed esperienza. Rimangono dei “mis-match” favorevoli a favore dei giuliani nella coppia di americani: Javonte Green per atletismo e momento di forma non ha avversari in grado di fermarlo, Laurence Bowers per qualità tecnica è uomo in grado di mettere a nudo i limiti difensivi/atletici e di conoscenza dei lunghi piemontesi. Unici avversari veri della coppia sono loro stessi; superficialità e approccio morbido al match possono spuntare l’attacco Alma, complicando la vita verso il secondo successo nella serie. Questa sera peraltro sarà la giornata della conferenza stampa congiunta fra Alma e Allianz, un matrimonio sempre più solido pronto a partorire qualcosa di grande in proiezione futura.

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Pubblicato il giugno 12, 2018, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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