Una due giorni particolarmente performante per la Pallacanestro Trieste. Lignano regala un assaggio discretamente saziante di quello che sarà il prossimo campionato di serie A2: intensità, fisicità, ritmo e voglia di vincere già ai primi di settembre.

La squadra di coach Christian, seppure fortemente rimaneggiata, si è fatta trovare pronta, al di là del successo finale. Intanto c’è una coesa volontà di non dare per scontato nulla, c’è grande comunicazione fra i giocatori, e fra i giocatori e l’allenatore. L’impressione è che ci sia delle regole tattiche ben precise e che gli stessi giocatori siano i primi a correggersi a vicenda per oliare i meccanismi in previsione.

Sarà per certo una squadra con elementi equipollenti con alcuni soggetti imprescindibili: Ariel Filloy è e sarà il leader e l’uomo per i palloni che scottano, troppo superiore agli altri in questa categoria. Eli Brooks l’imprevedibilità per battere la prima linea difensiva e creare scarichi per tiratori “piedi per terra”. Tutti gli altri tolgono punti di riferimento alle avversarie perché sono numerosi e tutti incisivi; Cividale si preoccupava degli esterni ed è stata affossata da Candussi con 34 punti, Forlì cercava i pericoli da qualche singolo e si è trovata contro 6 uomini in doppia cifra. E ribadiamo come mancassero diversi elementi, tanto che le rotazioni di coach Christian sono state a 6/7 titolari.

Nell’immersione (per molti malsana) alla seconda serie, c’è un aspetto da prendere in considerazione: la fisicità dei vari Deangeli, Vildera e Candussi è superiore alla media dei pari ruolo in categoria. Deangeli potrà attaccare il canestro con regolarità senza trovarsi troppe ali americane dotate di verticalità importanti, Vildera è palesemente in vantaggio di chili e centimetri (quasi sempre), Candussi ha troppo bagaglio tecnico per essere arginato.

Nonostante il roster fosse di 10 giocatori 10, e la pallacanestro di coach Christian necessita di freschezza (non a caso i cambi sono vorticosi); Lignano porta in eredità un altro elemento positivo, cioè che i giovani Rolli, Obljubech, Daijaun Antonio, Pieri non sfigurano sui 28 metri di parquet, sanno quello che devono fare anche se devono in proiezione prendersi qualche conclusione in più.

Questo quadri idilliaco non deve fuorviare o rilassare gli intendimenti. La difesa, aggressiva ma non costante per i quaranta minuti, dovrà trovare continuità e soprattutto dovrà essere bilanciata da una grande attenzione a rimbalzo difensivo; spesso si sono viste situazione di grande pressione oltre la linea da tre punti con conseguenti lenti abbinamenti su attaccanti riversati in area pitturata. Certamente l’arrivo di Justin Reyes darà un upgrade in tal senso, ma il tutto deve essere abbinato ad una grande concentrazione e attenzione.

Il monito assoluto per tutta la stagione l’ha dato Cividale. Ad un primo tempo silente, quasi arrendevole di fronte alla qualità maggiore triestina, ha fatto seguito un secondo di inaudita ferocia cestistica, con famelici squali pronti a finire una preda sanguinante; Rota, Miani, lo stesso Redivo sono programmati per questa categoria, sguazzano nella bagarre trovando la pallacanestro più incisiva allo scopo finale, cioè la vittoria. E questo tipo di pallacanestro, in campi caldi come sarà quello di Cividale, rende tutto molto molto complesso se non hai la testa giusta.

Ora sguardo rivolto alla Supercoppa, ulteriore step di crescita, non punto di arrivo.

Raffaele Baldini

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