
Nessuno, dico nessuno ha omesso la visione di quei due minuti in cui Luca Banchi sostanzia cosa è stata la Lettonia nel Mondiale 2023; non ha parlato di un risultato del campo, non ha fatto il nome di un giocatore, non ha mostrato medaglie.
Ha sintetizzato il motivo preponderante per cui TUTTE le nazioni europee, eccetto l’Italia, seminano cultura sportiva partendo dalle scuole, considerando l’attività fisica un ottimo viatico al miglioramento dell’individuo. Basterebbe andare a ritroso, tanto a ritroso, nell’antica Grecia dei Giochi Olimpici del 776 a. C. , alle radici dei principi cardine della civiltà ellenica: l’uguaglianza e la libertà. Isidori sosteneva che «la filosofia è nata con lo sport; vale a dire con quella cultura “agonale” del dialogo e del confronto equo tra pari che ispirava le antiche competizioni greche». E proprio da lì che troviamo l’esaltazione dell’attività sportiva, lodata principalmente per il suo grande potenziale educativo e per la sua capacità di favorire uno sviluppo armonico della persona, come conferma questo passo della Repubblica di Platone: «Dopo la musica i giovani vanno formati con la ginnastica. Bisogna dunque che anche con questa siano accuratamente allevati per tutta la vita, cominciando fin da bambini».
Purtroppo noi non seguiamo i maestri, pensiamo che lo sport sia un “male necessario” nelle scuole, appesantito dal fardello di dover dotare le stesse di impianti degni di questo nome. Invece siamo con cattedrali fatiscenti e vetuste, con palestre improvvisate e con l’ “ora di ginnastica” divenuta una ricreazione ampliata.
Poi c’è l’emulazione, l’ispirazione che dalla televisione viene irradiata nelle fertili coscienze di giovani studenti lettoni; nuovi eroi da imitare, Grazulis, Bertans, Zagars, Kurucs…nuovi esempi virtuosi di eccellenze sportive, un modo come un altro di far capire come l’ambizione abbinata al sacrificio può portare all’Olimpo. E noi a chiederci perché Luca Banchi ha rinunciato ad allenare il Baskonia per seguire questo progetto meraviglioso. Semplicemente perché Luca Banchi, come tutti i GRANDI allenatori, espande il proprio raggio culturale oltre la mera ottimizzazione/monetizzazione di una professione; la ricerca di nuovi stimoli, cavalcare la costruzione di un’architettura d’avanguardia è il più alto senso di mettere a disposizione la propria competenza.
Re-immergetevi ora nella realtà italiana, statica a livello federale (eccetto per i viaggi negli States), retrograda in senso scolastico, ottusa dal punto di vista aziendale (dopo tre sconfitte un allenatore viene cacciato ndr.) e capite perché soggetti come Luca Banchi saranno sempre più distanti dallo stivale. Noi continuiamo a guardare gli altri crescere, cerchiamo perversamente da un terreno arido una pianta (possibilmente stupefacente) che ci faccia credere di essere tornati grandi, investiamo NULLA nei vivai aspettando come l’apparizione della Madonna qualche casuale talento che sbocci, così….a caso.
Luca Banchi e la sua Lettonia sono la vera eredità d’oro del Mondiale 2023, il resto… già visto.
Raffaele Baldini
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