Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Da Las Vegas non scommesse al tavolo, ma solide realtà. Michael Arcieri, Jamion Christian e Daniele Cavaliero stanno raccogliendo informazioni su giocatori, vivendo una “rete” unica come quella imperniata sulla “Summer League” in corso. Si parte dalle “solide realtà”, il trio Brooks-Ross-Brown che già fa sognare i tifosi: “erano le prime scelte sul mio taccuino – incalza Arcieri, ospite a Tripla de Tabela – non solo per la profonda stima e conoscenza che ci lega, bensì per quella dose di leadership fondamentale quando si devono affrontare compagini come quelle di Milano o Bologna. Si, ho parlato delle due “big” del nostro campionato, perché pensate che i tre sopra citati sarebbero venuti a Trieste senza l’obiettivo di vincere più possibile?”. Gli appassionati giuliani attendono di sapere la destinazione di Eli Brooks e Justin Reyes, indimenticati protagonisti della cavalcata vincente. Fuori dai giochi? “No, è una visione che non condivido. Loro sono parte di una trattativa più ampia, per cui si sono ancora margini per rivederli in canotta biancorossa; certo, è un gioco ad incastri, per cui dipende molto dal resto delle scelte.” Italiani invece blindati dai contratti, corretto? “Si, è così.” Quale eredità da questa Summer League di Las Vegas? “Rimane l’epicentro della rete informativa in una vetrina che presenta 450 atleti circa, 150 papabili per l’Europa. Ma è tanto di più – tiene a specificare il GM – è un continuo intrecciarsi di agenzie, procuratori e addetti ai lavori che intersecano la nostra strada. Per fare un esempio, solo essendo sul posto si può registrare la volontà di un ex “all-star” NBA, con un trascorso di altissimo livello, di misurarsi con il basket europeo.” A proposito di cestisti della massima lega mondiale, le vostre strade hanno incrociato quella di Javonte Green? “(sorride) ho capito e sto capendo sempre di più quanto di esclusivo ha lasciato questo giocatore a Trieste. Penso che i Chicago Bulls siano ancora interessati a lui…”. Effettivamente l’appetito vien mangiando, e nell’immaginario del tifoso medio, già sovraeccitato dai primi acquisti, c’è spesso spazio per il sogno. Il vostro approccio al mercato prescinde da quello che potrebbe essere un “one man show” in grado di riempire il Palatrieste? “Assolutamente si, il primo obiettivo è quello di trovare il giocatore più funzionale al nostro gioco, a come vogliamo esprimere la nostra pallacanestro. Sono disposto a pagare i restanti abbonamenti per avere l’atleta più giusto.” Un’ultima battuta anche sulla new-entry dello staff tecnico, Francesco Taccetti da Brescia: “sono molto contento della scelta fatta, per un ragazzo con tanta esperienza di serie A1 alle spalle. Lui è stato il prescelto in una lunga lista di intervistati, perché ha la “fame” giusta, ha la passione per la pallacanestro oltre ogni rinuncia”.

Lascia un commento