Nobiltà precampionato, il Cedevita Lubiana ospita la Pallacanestro Trieste (sempre senza Justin Reyes e Markel Brown), in un palazzetto, la Bonifika Arena, che continua ad essere un ottimo motivo per imparare dai vicini di casa.

Ruzzier e Ross in quintetto quale novità proposta da Jamion Christian. Alti ritmi dalle prime battute per i giuliani, con alterne fortune balistiche; un paio di possessi supplementari non monetizzati mantengono il match in equilibrio sul 2-4. Robinson dall’arco mette avanti Lubiana, ma biancorossi che reagiscono immediatamente; qualche palla persa inopinata e una disattenzione a rimbalzo sostanzia il pareggio a quota 8. Blazic entra nel match con il marchio di fabbrica, la tripla, mentre Ogbeide è una saracinesca in area pitturata. Valentine come sempre è croce e delizia, anche se la croce ha anche diverse schegge (vedi palle perse); Cedevita sempre avanti 15-10 con canestro di Geben dai quattro metri. Primo quarto chiuso con gli sloveni avanti 17-16, ma tanta farraginosità nella costruzione del gioco da parte di Valentine e soci. Difende bene la squadra di Christian, ruota meglio il pallone offensivamente ma manca la stoccata; tanti errori non contestati, Lubiana con Beringer si garantisce il vantaggio sul 23-18, per l’immediato time out giuliano. Torna a perdere palloni la compagine biancorossa, così come a subire la verticalità d’area degli uomini di coach Mitrovic; Uthoff finalmente ritrova il canestro dai 6,75 ma Lubiana ora è calda, 29-21. Johnson si marca solo nel pitturato, Valentine prova a mettersi in proprio, tanto da tenere Trieste in scia: 31-28. Pareggio con la prima vera “cattiva” giocata di Johnson (con fallo subito), vantaggio con due liberi di Uthoff; squadre all’intervallo con Johnson risvegliato e Ross neanche in panchina per infortunio, 35-35 sul tabellone.

Robinson in ritmo mette 4 punti di fila, Lubiana prova a scappare su quintetti per forza di cose sperimentali di coach Christian: 43-38. Beringer è un giovane di bellissime speranze, e non perchè ricorda Wembanyama, bensì perchè copre i 28 metri di parquet con tre falcate e ha ottimi fondamentali tecnici. Terzo fallo per Ruzzier, punito dalla terna arbitrale oltre il dovuto, Robinson regala spettacolo con l’affondata del 49-41. Valentine crea gioco e segna, ormai unico elemento estroso rimasto a servizio di coach Christian. Non deraglia la formazione giuliana, ma manca nei canestri per riagganciare i battistrada; Uthoff alterna errori e conclusioni di alto livello, terza frazione chiusa con il tiratore sugli scudi e tabellone che segna 61-54. Brooks torna a colpire e Trieste torna a -4, ma ogni volta c’è la contro sentenza slovena con Nikolic. Ogbeide inchioda una schiacciata da far strabuzzare gli occhi, l’arbitro pensa bene di comminare un tecnico (e quinto fallo) di Brooks, dimezzando di fatto la truppa di Christian; allungo fisiologico del Cedevita sul 71-59. Trieste spegne l’ardore agonistico e mentale, massimo vantaggio Olimpia sul +17. Scorrono gli ultimi cinque minuti con i giuliani stanchissimi e poco lucidi, sloveni sul velluto e punteggio finale 89-67, con Valentine e Uthoff in panchina anzitempo.

Raffaele Baldini

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