Potremmo star qua a dissertare per giorni sulle logiche tecnico/tattiche del Nymburk, o quelle di nuova impostazione con l’arrivo di coach Francesco Taccetti a Trieste. La verità che questa sera il pubblico triestino attende una sola cosa: una reazione.
Come declinata non è un fattore determinante, ma serve un segnale di vita, qualcosa che scuota, in senso positivo, un ambiente ammantato di depressione. Mancheranno sempre i 4 giocatori fondamentali (Ross, Brown, Brooks e Moretti), la salita è ripidissima dal quel 85-91 che segnato di fatto il cammino della Pallacanestro Trieste in BCL. Peraltro coach Amiel può garantirsi una rotazione a 11 giocatori, come nel match giocato al Palatrieste, con contributi distribuiti sugli effettivi (5 in doppia cifra con Sehnal autore di 17 punti); si, quindi è la situazione più complessa da gestire, calcolando anche quel pensiero non secondario di una partita decisiva in campionato contro Trento di sabato sera.
Anche da questo punto di vista sarà importante lavorare con la testa, soprattutto per lo staff tecnico. Spremere per ottenere il nulla non ha troppo senso, ma allenare la voglia di vincere, quello si che può essere un bagaglio per sabato sera. Azione dopo azione c’è la necessità di ritrovare leader naturali come Ramsey, o elementi che ancora non sono riusciti ad esprimere un basket continuo come Toscano-Anderson. Sono nelle migliori condizioni per farlo, cioè quando non ha l’assillo di chi è pronto a sostituirti per un errore.
Palla a due alle ore 18.30, staremo a vedere…
Raffaele Baldini

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