La pallacanestro nazionale perde un altro dei suoi testimonial di rilievo, il pionierismo cestistico che ha visto in Trieste l’epicentro e fucina di enormi cestisti. Uno era Gianfranco Pieri, il “Professore”, playmaker alto (al tempo) di 190 centimetri, da pivot della Ginnastica Triestina a regista dell’Olimpia Milano. Riportiamo un estratto de “Il Piccolo” grazie all’amico Paolo Magrini, sugli esordi del ragazzo:

Esordio in Serie A a soli 17 anni con la Società Ginnastica Triestina nel campionato ’54 – ’55, che vide la SGT piazzarsi al 2⁰ posto in classifica ad un solo punto di distacco dalla Virtus Bologna [ risultato mai piu eguagliato da Trieste ].

Quasi 100 punti nelle prime 3 partite, 32 nella storica vittoria a Milano contro il Borletti imbattuto in casa da quasi 5 anni.

Gianfranco Pieri cattura da subito l’attenzione della pallacanestro nazionale.

Il Piccolo gli dedica il 29 ottobre “54 un primo articolo nel quale lo elogia per le sue qualità di giocatore e di giovane studente di terza all’istituto “Carli”.

Pieri viene descritto come un ragazzo “lungo e magro come un’aringa, capelli scuri ondulati, movimenti quasi vellutati” e dalla “modestia di carattere esemplare”.

Dopo 2 titoli nazionali juniores conquistati nel ‘53 e ‘54 è stato ritenuto maturo per il passaggio in prima squadra.

Sembra proprio che “dopo una serie di annate grigie, la pallacanestro triestina, tornata ai fasti di un tempo, abbia sfornato un nuovo “asso”. Il giornalista Vidulich esprime una previsione che alla fine verrà rispettata: se Pieri “non si guasterà col tempo, e noi lo crediamo, potrà occupare domani uno dei posti di maggiore responsabilità nelle squadre rappresentative nazionali, degno sostituto di qualche idolo ormai sulla via del tramonto”.

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