La sala stampa a Verona: nessuno cerca scuse

ANG_1242Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Una sfida, una partita a scacchi, quanto mai intrisa di sfumature psicologiche per un allenatore sotto pressione come Fabrizio Frates e un altro, Eugenio Dalmasson, alla ricerca della calibratura per il nuovo gruppo Alma. Il primo ad arrivare in sala stampa è coach Eugenio Dalmasson. È più arrabbiato per quel parziale subito nella terza frazione o contento per il recupero, con gli italiani in campo? «Due sensazioni forti contrastanti, avevamo bisogno di continuità in tutti i giocatori e siamo stati bravi ad aver avuto un contributo da tutti; nel finale i meriti sono di Verona per aver avuto la freddezza del colpo del ko nel finale». Avendo il polso degli ultimi anni, è pensabile vedere giocatori nel futuro capaci di gestire di personalità finali punto a punto? «Alleno quello che ho e con questi dobbiamo dare il massimo, a prescindere; e ricordiamoci che quest’anno il livello si è alzato». E il Jordan Parks ritrovato? «I numeri dicono questo, ha dato un segnale importante. Ma sono convinto che il vero Parks non l’abbiamo ancora visto». Fabrizio Frates ha invece un altro stato d’animo, ovviamente: «Cominciare con due sconfitte in casa non è semplice, siamo in un momento particolare, abbiamo un sacco di problemi fisici; nella contingente sofferenza siamo riusciti a scavare una vittoria di cuore, con i ragazzi che hanno l’anima. Dobbiamo diventare una squadra, trovare l’identità, e togliersi questa sera la scimmia dalla spalla è il miglior viatico per proseguire. Un grazie anche al pubblico, per il calore e la presenza numericamente importante». È solo una questione di tempo per ritrovare la squadra che lei ha in testa, visto che ieri Verona non ha ancora convinto? «A me la squadra ha convinto. Il tempo è necessario, ma aver diversi giocatori fuori o con problemi fisici, riduce fisiologicamente la qualità degli allenamenti, e di conseguenza l’espressione domenicale». Stefano Bossi prova a dare la sua chiave di lettura alle ultime uscite così così: «In queste ultime partite non ho dato la leadership necessaria, sono stato poco concreto, fino al quarto della reazione. È difficile per me dopo tanto tempo avere un ruolo da protagonista e la continuità nei quaranta minuti ancora non c’è». Intravedi il gruppo capace di conquistare i play-off la scorsa stagione? «Ci sta in questo momento avere una vinta e tre perse; potevamo vincere una partita in più ed eravamo come l’anno scorso. Da noi ci si aspetta tanto, ma ricordiamo che siamo stati capaci di recuperare un match che potevamo perdere di trenta. E non dimentichiamo che manca un leader come Andrea Pecile».

Pubblicato il ottobre 24, 2016 su BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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