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Tutto previsto, un’Alma pallida capitola a Piacenza

darosUn’Alma Trieste più fasciata della mummia di Tutankhamon, una trasferta difficile a Piacenza e soprattutto due punti da conquistare per non perdere il passo delle prime. Andrea Coronica, Jordan Parks ai box, Matteo Da Ros e Stefano Bossi acciaccati e Cittadini in recupero, la truppa di Dalmasson arriva alla palla a due in queste condizioni.

Subito due falli commessi per un Lorenzo Baldasso lanciato in quintetto da coach Dalmasson, ma Alma avanti con Prandin sul 4-6. Lavora bene a rimbalzo la squadra triestina ma è l’attacco a fare difetto, in un inizio di partita con “squadre allungate”. Matteo Da Ros ricalca i primi tempi delle ultime partite (7 pt.), segnando da ogni dove e con le mani dell’avversario in faccia; per i padroni di casa c’è la solita leadership offensiva di Hasbrouck: 11-10. Alternanza di padrone, scatto di reni di Piacenza con il consueto duo di esterni Raspino-Hasbrouck: +3 e time out Dalmasson. L’americano di casa fa vedere tutto lo scibile cestistico, ma dalla parte opposta Javonte Green non subisce passivamente e Trieste è avanti alla fine del primo quarto sul 20-22. Momento di crisi giuliano ad inizio seconda frazione, palloni buttati inopinatamente senza nemmeno tentare il tiro (saranno 12 alla fine del primo tempo) e una difesa relativissima: banchetta Hasbrouck con 17 punti in 12 minuti e il vantaggio interno è logica conseguenza: 27-23. Imbarazzante momento tecnico Alma, forse i peggiori 4 minuti della stagione, emorragia fermata da una tripla di Green; sono i rientri difensivi a creare situazioni imbarazzanti di tre uomini su un avversario e uomini liberi come Raspino a punire dall’arco. Gioca bene l’Assigeco, schemi eseguiti con l’accondiscendenza giuliana e canestri facili in entrata; squadre all’intervallo sul 41-38.

Ecatombe di palle perse in casa triestina, concentrazione e “fame” purtroppo sono variabili impazzite dopo le Final Eight di Bologna difficili da “allenare”: 48-40. Palloni competenti finiti in mani competenti danno dividendi in casa Alma, eseguono Cittadini e Pecile; dalla parte opposta però Hasbrouck e Raspino puniscono ogni amnesia difensiva, Dalmasson chiama time out ma è un nuovo +11 Assigeco. Non c’è fluidità offensiva e non c’è parvenza difensiva, Trieste fatica da matti a trovare un minimo di inerzia, nemmeno quando allo scadere dei 24 secondi Bossi inventa una tripla clamorosa; finale terzo quarto con un solido vantaggio interno sul 68-52. Ultimo quarto per far rifiatare gli acciaccati e dar minuti ai giovani virgulti, coach Dalmasson lavora già in proiezione derby, perchè a Piacenza non c’è più storia. Si può fare filosofia spicciola riferita alle Final Eight, si può piangere sui tanti infortuni occorsi, la realtà è che Trieste è di fronte ad un bivio delicatissimo, nel momento clou della stagione, col rischio di disperdere tutto quanto costruito durante la stagione. Massimo vantaggio dei padroni di casa sul +18, c’è reazione d’orgoglio da parte di Prandin e soci, la tripla di Da Ros costringe coach Andreazza al time sul +8 dei suoi. Tommaso Raspino e una palla successiva mandano i titoli di coda alla sfida, Assigeco Piacenza batte Alma Trieste per 78-70, e da domani l’imperativo sarà recuperare Parks e levarsi le scorie in vista del derby con la GSA Udine.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)

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Pubblicato il marzo 12, 2017, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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