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La lettera aperta del Presidente Giovanni Marzini

Giovanni Marzini e Mario Ghiacci

Foto Bruni 02.02.16 Giovanni Marzini e Mario Ghiacci

Fonte: Il Piccolo

“Avrei voluto chiudere senza polemiche la mia avventura cestistica da presidente ed invece devo ringraziare il procuratore di Alma, Gianluca Mauro che, avendo voluto tornare sulla questione, mi consente così di poter fare alcune inevitabili e doverose precisazioni.Intanto scopro, leggendo le dichiarazioni del Sig. Mauro, che il motivo del mio “disarcionamento” va adesso ricercato non più nelle “divergenze” bensì nella “intempestivita’” e apprendo con sollievo il fatto che tra me ed il signor Mauro non c’è stata divergenza alcuna.Ribadisco e continuo a chiedere, senza per altro aver ancora ottenuto una risposta, se all’Alma Pall. Trieste rappresentata dal procuratore Mauro serva o meno un presidente. E se la risposta fosse affermativa, quale tipo di presidente, con quali funzioni? Il perché di questa mia unica domanda, posta non a caso al signor Mauro a fine stagione proprio per far chiudere in tranquillità al club un campionato fantastico, sta nei mesi trascorsi al PalaRubini ( pardon , all’Alma Arena) come presidente. Un presidente triestino, rappresentante della città e della storia della sua squadra di Basket, chiamato ad aiutare l’allora factotum Ghiacci, quando la società era sull’orlo del fallimento, accettando di mettere in gioco la propria professionalità, il proprio impegno e la propria faccia. Un presidente che si è poi messo a disposizione dello sponsor Alma prima, del proprietario del club poi, offrendo collaborazione e consigli e ricevendo in cambio zero condivisione. Operazioni di mercato, trattative, arrivi e partenze mai condivise con un cda ritenuto una sorta di male necessario. Dialogo impossibile, sacrificato alla logica dell’uomo solo al comando: può starci, e’ più che legittimo, ma non con questa forma di governance. Un rilievo questo, posto anche dal consigliere Aldo Minucci ( che di cda e gestioni aziendali credo se ne intenda più di tutti noi) nell’ultimo brevissimo e poi bruscamente interrotto ( causa abbandono e fuga dell’ad ) consiglio di amministrazione dello scorso 13 luglio.Già, il cda. Spetta al presidente convocarlo, ma dopo la sofferta riunione del 26 gennaio ( osteggiata sino all’ultimo dal signor Mauro, evidentemente allergico a questa forma di governance societaria) con Ghiacci abbiamo convenuto che riunioni simili erano più che inutili. La prossima (quella fatidica del mio “disarcionamento”) l’avremmo convocata per il bilancio di fine stagione. Sarebbe stato meglio così, pensavamo .Nonostante lo stesso inutile cda mi avesse conferito le deleghe alla comunicazione e al marketing, capii ben presto che queste erano carta straccia. Scoprii così che ai due nostri uffici marketing (interno ed esterno alla società) se ne sarebbe aggiunto un altro , di fiducia del gruppo Alma. Che nel giro di qualche mese avrebbe escluso gli altri due… Ovviamente anche di ciò il presidente avrebbe dovuto prender atto, nulla di più.Nel mio pseudo ruolo di presidente comunicatore , per il quieto vivere ( la squadra stava volando e l’ultima cosa che volevo era invelenire il clima attorno a Dalmasson e ai giocatori!) ho deciso di fare non uno, ma due passi indietro: meno interviste, zero TV, quasi sempre lasciando al signor Mauro le dichiarazioni post partita o l’ingresso nello spogliatoio della squadra. Come piace a lui. Ed era comunque giusto così. Ho quindi limitato la mia azione recitando la parte di presidente d’immagine, comunicando con voi tifosi sulle pagine del bollettino regalato alla tribuna gold del palasport durante i match casalinghi, ho lavorato con le istituzioni e con alcuni importanti sponsor per cercare aiuti non solo economici al club. Mi sono ritagliato , questo si, il ruolo di presidente tifoso in alcune conferenze stampa, ribadendo sempre e comunque – e’ facile verificarlo – l’imprescindibile ruolo di Alma nel processo di rinascita del nostro basket.Quale responsabile della comunicazione, un paio di volte a dire il vero, venni consultato dal signor Mauro: quando voleva cacciare a metà stagione l’addetto stampa e proibire per sempre l’ingresso al palasport ad un giornalista. Lo convinsi a soprassedere, rimandando ogni decisione a campionato finito. Cercando di esercitare almeno dietro le quinte il mio ruolo, provai a limitare i danni di certe uscite pubbliche del signor Mauro contro Sky e la Lega, riuscendoci almeno in parte.Dopo le divergenze inesistenti e le tempistiche sbagliate, resta alla fin fine ancora senza risposta la prima e unica domanda da me posta. A questa società, diretta e gestita in questo modo , serve un presidente di garanzia? Credo proprio di no. Ecco, mi fosse giunta questa semplice risposta, avrei tolto il disturbo in silenzio, senza spendere parole e pagine di giornale, che con esagerata pazienza ci ospita, alimentando polemiche che poggiano sul nulla.Mi resta un grande rammarico. Non aver mai avuto modo di avere in questi mesi un vero confronto con Gianluca Mauro. E non è capitato solo a me. Ritengo che saper ascoltare e dialogare sia caratteristica irrinunciabile per chi e’ chiamato a dirigere. Comandare urlando, pur conoscendo il pin del bancomat di Alma e’ altra cosa …Leggo infine che la prossima settimana l’assemblea dei soci di Pallts ( convocata da chi? Non certo dal presidente ancora in carica…) sarà chiamata a nominare il prossimo cda. Un organismo inutile: molto più conforme ai profili della società sarebbe avere al vertice un amministratore unico, ovviamente nella figura di Gianluca Mauro. Ma qualora si volesse insistere su un consiglio di amministrazione, mi auguro sinceramente che a ricoprire la carica di presidente venga nominato il signor Mauro. Chiunque altro venga indicato, a meno che non sia un dirigente del gruppo Alma, sappia che è destinato ad essere un presidente fantoccio.Ma qualora, come auspico da presidente in carica, fosse alla fin fine il signor Mauro a raccogliere da me il testimone, gli auguro fin d’ora le migliori fortune. Eugenio Dalmasson sta costruendo una grande squadra , che può certamente far ancora meglio di quanto fatto quest’anno e centrare quella A/1 per la quale tutti ( con il sottoscritto in testa) tiferemo. E quando questo sogno si avvererà , sarò il primo a stringere la mano e a complimentarmi con chi sarà alla guida del club».Giovanni Marzini

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Pubblicato il luglio 21, 2017, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. cavaliero Pecile marzini effetto domino

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