Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini
ALMA TRIESTE
Javonte Green: Un’altra versione “nascosta” del coloured con il numero 5; quando serve si mette a disposizione del gruppo con tante cose nascoste ma decisive. Sempre più maturo. Sicurezza
Juan Fernandez: Appare sensibilmente condizionato dai tre “arancioni”, la sensazione diventa realtà su un risibile quarto fallo; il quinto fallo è sfogo retaggio di una due giorni da incubo. Ossessione con fischietto
Daniele Cavaliero: Apre le danze con la consueta incidenza da oltre l’arco; Treviso capisce che è necessario adeguarsi al talento del triestino e il match si fa più complesso. La scavigliata nel secondo tempo tiene con il fiato sospeso mezza Trieste. Stoico
Alessandro Cittadini: Un’altra prestazione da protagonista; chiama e ricevi molti palloni, spesso convertendoli in canestri o falli subiti. Il restyling voluto da Dalmasson per la nuova stagione sta dando i primi frutti. Mvp
Giga Janelidze: Moto perpetuo in salsa georgiana, l’ “oggetto misterioso” del mercato sta diventando una pedina imprescindibile per il gruppo. Operaio di lusso
Andrea Coronica: Dura la vita di jolly. Ci prova con tutto quello che ha (e che non ha), John Brown però ha centimetri, verticalità e tecnica. Agnello sacrificale
Lorenzo Baldasso: In un paio di minuti Lorenzo confeziona materiale per mandare in analisi coach Dalmasson; si scatena nel secondo tempo con tre triple e alcuni canestri di importanza olimpica. Araba Fenice
Roberto Prandin: Solito contributo sull’orlo del deragliamento; meno lucido del solito ma sempre sul pezzo. Pretoriano
Federico Loschi: Meno preciso nel primo tempo, intestardito in una battaglia con la terna arbitrale. Serata non da ricordare, ma la festa è anche la sua. Sfocato
Matteo Schina: Minuti importanti in cui gestisce più di aggredire la partita. Serve quel pizzico di intraprendenza in più in un ruolo di comando come quello del regista. Timido
Stefan Milic: n.e.
Lodovico Deangeli: n.e.
All. Eugenio Dalmasson: La versione di precampionato della sua creatura appare lontana ancora dal rendimento difensivo della scorsa stagione; alla fine è l’uomo del primo trofeo di Trieste. Vincente
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