Annunci

Alberto Tonut: gli italiani, la Nazionale dell’amico Meo e la simbiosi del figlio Stefano con la Reyer

tonFonte: basketnet.it

Alberto Tonut è stato una gloria della nostra pallacanestro, uno dei tantissimi italiani che rimpolpavano il fertile bacino degli italiani e che impreziosivano la nostra pallacanestro. Nel segno della continuità (ogni tanto qualche notizia lieta c’è) il figlio Stefano sta creando i presupposti per credere ancora nella competenza italiana.

Nazione in crisi, movimento del basket in stato comatoso. Pensa che la soluzione sia più un fatto di uomini o di strategie di base?

“Penso che sia una commistione delle due cose: gli uomini sono fondamentali per la loro conoscenza, esperienza, filosofia e soprattutto per il coraggio di credere nelle competenze italiane. Le strategie sono decisive per mettere in pratica il progetto. Una cosa però deve tornare a prescindere da tutto: la passione e il divertimento nei giovani, quelli che al sottoscritto facevano fare tutta la città a piedi, con un pallone da basket sotto braccio, per raggiungere un campetto ed allenarmi per ore.”

A proposito di uomini…conosce bene Meo Sacchetti e Bogdan Tanjevic. Le persone giuste?

“Assolutamente si. Per quanto riguarda Boscia, dico che il suo arrivo è ritardato di 10 anni; quando la pallacanestro danzava pericolosamente sull’orlo del baratro, l’illuminata presenza del montenegrino poteva risollevare le sorti del movimento prima del coma profondo di oggi. In quanto a Meo la sua investitura è legittimata da una gavetta lunga e fruttuosa; farà bene anche con il materiale relativo a disposizione, considerando che qualità c’è, basta tirarla fuori dal sottobosco.”

La legge Bosman è veramente stato il punto del non ritorno o c’è un modo di rilanciare le competenze italiane?

“C’è e va in tre direzioni chiare: la prima è quella di tornare a lavorare in palestra, dando un senso ai vivai e agli allenatori delle giovanili. Non avremo eccellenze fisico/atletiche come altre nazioni ma abbiamo fantasia. In seconda battuta riportare in palestra competenze che hanno fatto la storia della pallacanestro, sfruttando la loro conoscenza ed esperienza per arricchire il bagaglio dei giovani cestisti. Ultima ma non ultima il ruolo della scuola: con l’”educazione fisica” si rianimi la passione per lo sport senza considerarlo un fardello fastidioso della crescita didattica.”

Suo figlio Stefano, ora alle prese con una convalescenza post infortunio. A che punto siamo con il recupero?

“Viene da un anno molto complesso, fatto da due operazioni importanti alla schiena, da tanti mesi di inattività nel momento migliore della sua carriera. Con i miei consigli a riguardo (ho avuto 10 operazioni…qualcosa posso suggerire), Stefano ha capito che la convalescenza può rafforzarlo ulteriormente dal punto di vista mentale, capendo fuori dal campo altre logiche della vita da professionista. Sottolineo che il lavoro dello staff medico Reyer è stato encomiabile e sempre condiviso dalla famiglia; con la prima operazione si voleva ridurre il problema alla schiena, stringere i denti per vincere lo scudetto e magari rispondere alle convocazioni nazionali, con la seconda operazione (già calendarizzata a settembre) risolvere la questione definitivamente.

Rinnovo di contratto con la Reyer per un matrimonio a lungo termine, segno tangibile che la società veneta crede fortemente in Stefano…

“L’ingresso e l’evoluzione del rapporto di Stefano con la famiglia Reyer somiglia molto al mio in quel di Livorno. Un gruppo che l’ha accolto in maniera fantastica (peraltro con il comun denominatore di Walter De Raffaele), una società fatta di persone di basket quali Federico Casarin, Walter De Raffaele stesso, Mauro Sartori in grado di agevolare l’inserimento avendo la sensibilità di capire tanti micro aspetti del giocatore. Poi, in una struttura di livello come quella veneta, tutto il resto ha semplificato la crescita del ragazzo. Sul contratto a lungo termine evidenzio due macro aspetti sostanziali: il primo è proprio riferito al progetto che la Reyer ha in mente in proiezione di cui Stefano sarà parte integrante. Il secondo è l’importanza di averlo sottoscritto nel momento peggiore dell’atleta, cioè quello da convalescente e con tutti i comprensibili dubbi sul recupero fisico. Il “rischio” è stato scongiurato dalle attente valutazioni della staff medico, non solo, i test atletici eseguiti nelle ultime settimane evidenziano risultati migliori anche del post primo infortunio. Son sicuro che il rientro sul parquet, previsto fra un mese circa, sarà di un ragazzo più forte mentalmente e fisicamente.

Chi vince lo scudetto quest’anno?

“Premetto che è e sarà un bel campionato. Direi, mettendole in fila, Milano, Venezia, Avellino e Bologna. Si, proprio la neopromossa che adesso sta attraversando un piccolo momento di crisi, perché deve ancora prendere uno o due giocatori, non gioca le coppe ed è costruita bene. Potrebbero risultare decisivi gli innesti di primavera, come fu per la Reyer nella scorsa stagione.”

Direttore Raffaele Baldini

Annunci

Pubblicato il novembre 24, 2017, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., HighFive, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: