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Il meglio ed il peggio dell’Alma Trieste nel 2017

21688468_1527474533995623_3256371850775664182_oFine anno, tempo di bilanci, un modo come un altro per fare il punto della situazione in casa Alma Trieste. Una macro-pagella fra il serio ed il faceto (parliamo sempre di sport), allargando un po’ il raggio d’azione su ambiti societari e mediatici. Il tutto evidenziando a lettere cubitali che il giudizio generale ha punte di eccellenza assolute, fosse solo per il fatto che il ciclone Alma ha fatto re-innamorare i triestini della pallacanestro.

POLLICE SU

 Risultati del campo

12-2 è il bilancio metà stagione (o quasi), solo due sconfitte esterne ed una differenza fra canestri fatti e subiti di +162. In poche parole un dominio diffuso, sottoscritto da tutti gli addetti ai lavori della categoria, materializzato dal +25 con Bologna (diretta rivale per la promozione). Tutto questo ha radici lontane, dall’innesto di Daniele Cavaliero e Alessandro Cittadini, passando per il corteggiamento e matrimonio con Juan Fernandez sino alle conferme illustri di Green e Da Ros. Una squadra costruita con criterio e che nasconde margini di miglioramento evidenti, dal definitivo recupero di Bowers al consolidamento di una mentalità vincente. E’ vero che il mercato potrebbe modificare gli equilibri (soprattutto Bologna e Treviso da monitorare) ma se le fondamenta sono solide è più facile ampliare l’edificio sovrastante.

Immagine, coinvolgimento e marchio

Lavoro titanico svolto dietro le quinte: il team ingaggiato da Gianluca Mauro per lavorare sulla “vendita del prodotto” Alma ha raggiunto un livello eccellente. Si è partiti con effetti cromatici per rendere più accogliente l’Alma Arena, proseguendo sui social in un “bombardamento intelligente” per una comunicazione accattivante. Poi Andrea Pecile c’ha messo lo zampino, dalla griffe del vestiario sino all’ideazione della mascotte “Morbin”, apprezzata da tutti gli appassionati. E’ una marea in crescita, che macina idee e iniziative ad ogni battito di ciglia, rendendo Alma un marchio riconoscibile in città e lungo lo stivale. Per il tempo a disposizione e per i risultati raggiunti, questo ambito ha dominato la scena al pari dei risultati della squadra.

Giovanili

Silenziosamente ma con costrutto; così si è lavorato per dare credibilità al settore giovanile della prima squadra cittadina. E’ stata consolidata una collaborazione con l’Azzurra Trieste per i prossimi anni, si sono poste le basi per una foresteria con imberbi atleti da fuori città opzionati e presi per arricchire il vivaio biancorosso. Si è aperto un varco diplomatico con il Basketrieste, impensabile fino a pochi mesi fa. Manca solo il convincere con programmi virtuosi le ultime realtà scettiche e poi siamo al nirvana…

STAND-BY

 Alma Arena

Ci sono logiche legate ai rapporti con l’amministrazione comunale, ci sono tempistiche che esulano dalla volontà operativa della società Alma Pallacanestro Trieste. Purtroppo la realtà è che in un anno e mezzo pochi sono stati gli eventi organizzati sotto le volte dell’impianto di Via Flavia e, tradotto con esasperato cinismo, significa che i debiti sono superiori alle entrate. Ogni anno che passa l’investimento senza guadagno crea piccole voragini, anche perché il supporto da parte del Comune è a decrescere (economicamente parlando).

Marketing

I presupposti per un discorso di marketing di alto livello ci sono tutti: idee, fantasia, volontà di consolidare l’appartenenza. Resta il fatto che per ora sono solo sulla carta. Moltissimi tifosi sono smaniosi di poter acquistare le canotte della Supercoppa (successo planetario), altri vorrebbero quelle stagionali, altri ancora uno store specifico dove “fare la spesa”. E’ certo che tutta questa “fame” verrà accontentata a breve, anche perché si è capito che la società intende fare le cose seriamente piuttosto che raffazzonare qualcosa giusto per fare.

POLLICE GIU’

 Rapporti con la stampa

Potrebbe sembrare una posizione di parte ma non lo è. Bisognerebbe uscire dall’equivoco di considerare la stampa come il nemico da arginare, in quanto non eliminabile. Un buon giornalismo è quello che informa gli appassionati, che funge da megafono senza depistare o condizionare l’opinione pubblica. Negli ultimi tempi appunto l’INFORMARE è stato sempre più complesso: troppi filtri, troppo ostruzionismo e la volontà di “confezionare” un prodotto da dare in pasto ai giornali. Sia ben chiaro, la squisita disponibilità degli addetti ai lavori rimane tale, ma gli ostacoli lungo il percorso sviliscono una comunicazione che in una città di basket come Trieste, è linfa vitale.

L’altra faccia dei social…

Se dal punto di vista della comunicazione prettamente legata all’Alma Pallacanestro Trieste si è creato un coinvolgimento straordinario (vedi sopra), dall’altra si è pagato uno scotto in termini di libertà. Amo l’educazione ma odio la censura, quella che è stata fatta a largo raggio verso tifosi critici; ribadisco che la maleducazione va censurata, non il dissenso circostanziato. Il “repulisti” ha creato gruppi tematici che sembrano i raduni aziendali fantozziani con consenso obbligato. Quando si capirà che da un sano contraddittorio esce il miglioramento di tutti?

In ultima battuta critico l’eccessiva valenza data ai social per quello che concerne i contenuti (ergo esternazioni dei tifosi). Per riderci su, in un mondo bizzarro in cui ricevo giornalmente messaggi di avvenenti modelle venticinquenni che esaltano la mia bellezza…forse un filtro risulta necessario se no per forza ci si resta male poi.

 

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)

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Pubblicato il gennaio 1, 2018, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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