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Dalmasson: “Aveva un’occasione per testarci mentalmente ad una sfida play off, l’abbiamo fallita.”

ANG_0024Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

L’indomani di un derby perso è sempre un giorno complesso, le attese della vigilia mortificate da una sconfitta non preventivata inevitabilmente condizionano un ambiente che comunque può col petto in fuori rivendicare un 12-2 di assoluto livello. Coach Eugenio Dalmasson prova a dare risposte (serene) alla prestazione incolore dei suoi.

Il derby si vince prima con la testa che con la tecnica/tattica. C’è un difetto di fabbrica da limare (personalità) o il deragliamento è figlio di logiche espresse sul parquet?

“Il derby è stato perso per due macro situazioni a margine di piccole sfumature che poi fanno la differenza: la prima è stata l’avere perso per problemi di falli dopo pochi minuti due giocatori come Green e Bowers, fondamentali per reggere l’urto friulano a livello fisico. La seconda è quella che ci ha fatto arrivare a questa sfida con troppi giocatori debilitati: Fernandez e Cittadini con problemi influenzali importanti e Baldasso con quello alla schiena non possono essere fattori trascurabili nell’economia della nostra squadra.”

I due momenti chiave sono stati il break subito a fine secondo quarto ed essersi fermati sul più bello nel momento di confusione GSA dell’ultimo quarto. Cosa è mancato?

“Soprattutto il parziale a fine secondo quarto ha segnato il match; se vai all’intervallo sotto di 5-7 punti il recupero è digeribile senza troppi sforzi, sotto di 11 è molto più dura. Ci è mancata la convinzione e la forza per poter gestire quei momenti complessi; siamo stati in affanno giocando di pancia più che di lucidità, con la smania di ribaltare l’inerzia immediatamente. Udine invece ha sfruttato tutti i micro episodi favorevoli con un giocatore come Dykes capace di caricarsi il gruppo nei momenti che contano. Noi da sempre siamo strutturati per rendere come gruppo, non abbiamo il “go-to-guy” che risolve due o tre giocate nei momenti chiave.”

L’anno scorso il derby servì per rilanciare il gruppo verso lo splendido finale di stagione. Ci sono i termini per ereditare questa sana rabbia anche questa volta?

“No, è un’altra storia. Questa volta abbiamo perso di 3 giocando male, siamo stati sfortunati su alcuni episodi. Ritengo che in questa stagione abbiamo una struttura da trasferta nettamente più credibile dello scorso anno, tanto da aver perso solo due partite, una di due punti con un canestro all’ultimo secondo e l’altra di quattro.”

Cosa dirà ai giocatori al rientro in palestra?

“Quello che ho detto a fine partita: avevamo un’occasione per testare la nostra mentalità in un clima e con dei presupposti simili a quelli che vivremo nella post-season. Da questo punto di vista abbiamo fallito ma dall’altra parte sono conscio di avere un gruppo che non ha mai sbracato, restando sempre in partita. Bisogna solo imparare dalle lezioni.”

Entriamo nelle pieghe della partita con focus sui singoli: Green prima attaccava il ferro alla prima azione ora tira da tra punti, Bowers è uno “normale” senza aver fatto il salto di qualità che ci si aspetta. Cosa ne pensa?

“Non dobbiamo farci abbagliare dallo straordinario rendimento e dalla spettacolarità di Javonte; è un giocatore che sta costruendo il proprio pedigree, in un percorso fatto anche di prestazioni arruffone con letture sbagliate. Non è quindi tanto il tiro da tre punti o la penetrazione, quanto la capacità di lasciare che la partita venga a sé, senza voler strafare. Su Bowers in tempi non sospetti avevo detto ai miei assistenti: il derby sarebbe stata la prova più dura, perché Laurence non è ancora mentalmente al top. E’ stata la prima vera partita del giocatore, con stress e intensità importanti; fisicamente sta bene, per cui manca solo l’abitudine a certe battaglie.”

Chiudiamo un 2017 strepitoso, l’auspicio per il 2018 è con la… A(1) maiuscola?

“Per il 2018 mi auguro di bissare l’annata appena vissuta, con un bagaglio fatto di serietà, impegno ed etica professionale mai venute meno sino ad ora. Migliorare la qualità dello stare assieme, facendo si che tutte le aspettative su di noi non siano un boomerang ma uno sprone.”

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Pubblicato il dicembre 31, 2017, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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