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“Hi-Fly”, l’idolo che ho invidiato alle avversarie

Fonte: Basketnet.it 

2346971-k02E-U11012839051741NxC-1024x576@LaStampa.itQuesta volta la botta fa più male. La morte di Henry Williams ha spento di colpo la luce su uno dei miei idoli da tifoso…invidioso. Ebbene si, nella rumba opulenta della pallacanestro anni ’90, quando a Trieste si viveva alla giornata (mentre dalle altri parti c’erano giocatori come Danilovic, Pittis, Rebraca), c’era un ragazzo poco più che adolescente (il sottoscritto ndr.) che guardava con ammirazione quel veleggiatore mancino. Le sue rappresentazioni scatenavano l’immaginario collettivo dei “vicini di casa” veronesi e trevigiani e il sottoscritto, con il muso spiaccicato al vetro del PalaVerde o del PalaOlimpia, morire di sana invidia vedendo quei canestri di rara bellezza. “Hi-Fly” sui 28 metri di parquet portava il basket in un’altra dimensione, e non è un caso che la sua morte sia avvenuta quasi contemporanea a quella dell’ astrofisico Stephen Hawking; entrambi proiettati verso l’alto, chi modellando la moderna cosmologia e chi galleggiando ad un metro da terra, aspettando che tutti i comuni mortali scendessero alla fermata prima. Un mancino esiziale, a tratti irriverente come in quella partita di coppa Saporta contro il Kazan nel 98/99, vestendo la maglia della Benetton, in cui infilò qualcosa come 12 triple su 15 tentativi, per comodi 45 punti finali. Non riusciva neanche ad essere “bastardo” sulle tavole parchettate, aveva un’educazione sportiva di primissimo livello, mai sopra le righe con compagni, allenatori ed avversari. Scrivo e non riesco a distogliere il pensiero da quell’elegante folletto di Indianapolis, pensavo che la terrificante notizia del 2009 relativa all’insufficienza renale oggetto di un malessere serio potesse rappresentare solo l’ennesimo avversario da saltare con un balzo dei suoi. No, non è stato così, “Hi-Fly” aveva fretta di scolpire il suo nome e le sue gesta nel mito della pallacanestro europea. Così io, con i capelli più bianchi ma con lo stesso sacro fuoco dentro, tornerò con lo spirito d’adolescente ad affacciarmi alle vetrate del Palaverde e del PalaOlimpia, ormai impolverate dal tempo e cercherò di scorgere ancora una volta quel mancino che vola più alto di tutti…sognando, per un momento solo, di averlo nella mia squadra.

Grazie delle emozioni Henry!

Direttore Raffaele Baldini

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Pubblicato il marzo 15, 2018, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., HighFive, News con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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