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Allacciate le cinture. Gara 1 dei quarti…Poderosa!

30652357_1686504501443688_8927696841701588992_nFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

E’ stata l’ultima avversaria della stagione regolare, la vittoria che ha regalato il primo posto all’Alma Trieste. Nel computo globale si legge un netto 2 a 0 per i triestini, ma questo dato non è altro che un ulteriore motivo per temere la XL Extralight Montegranaro.

Responsabilità e aspettative – Un vecchio adagio dei playoff: chi domina un anno intero ha un fardello enorme sulla schiena quanto arriva la post-season, l’avversaria, ben oltre l’obiettivo richiesto ad inizio anno, con tutto da guadagnare e nulla da perdere. La prima sfida della serie è la più delicata, l’Alma non gioca da 9 giorni e ha stemperato un po’ il clima da battaglia, Montegranaro arriva sulle ali dell’entusiasmo del passaggio del turno, riposata il giusto. Occhio all’approccio quindi…

La “strana coppia” – Valerio Amoroso e Marshawn Powell, due lunghi atipici che in un altro contesto potrebbero pestarsi i piedi  sul parquet. Coach Ceccarelli ha trovato il perfetto equilibrio, senza snaturare le caratteristiche degli stessi; se uno dei due gioca per linee esterne, l’altro gravita vicino al ferro. Hanno una evidente propensione anche ad allontanarsi dal canestro ma contro Trieste è probabile che studieranno un attacco in area pitturata congiunto. Tutti e due tecnici e scaltri, Bowers, Cittadini e Janelidze sono avvisati nell’ottica della gestione dei falli.

I giocatori “di striscia” – Atavica la sofferenza biancorossa nell’affrontare uomini di striscia: Amato, Cortese, Campogrande possono essere indigesti giocatori se innescati. L’ultimo citato, ex fortitudino, sta tirando nei playoff con il 53% da oltre l’arco dei tre punti in poco più di 24 minuti di utilizzo. In una gara 3 molto complessa contro Biella, il suo 5/5 ha regalato un successo decisivo nella serie.

Panchina lunga – Qualitativamente l’Alma Trieste ha un grosso vantaggio; non è nel quintetto, bensì negli uomini che possono entrare dalla panchina. Non c’è proprio confronto fra le contendenti, con la Poderosa legata a 8 elementi da ruotare e 4 che non toccano campo. Il ritmo, l’aggressività per quaranta minuti possono alla lunga fiaccare le deboli resistente marchigiane; la conditio sine qua non risiede nel farlo con tutti i 10 a disposizione di coach Dalmasson,  senza fretta di chiudere il match o presunzioni varie. Dirò di più, la pazienza Alma potrebbe anche riferirsi alla lunghezza della serie, alleggerendo un po’ la pressione su una eventuale sconfitta in gara 1.

Chi scegliere? – L’abbondanza logora chi…c’è l’ha. Per una stagione intera Eugenio Dalmasson è stato invidiato da tutti i colleghi di A2 per l’ampiezza del roster, la possibilità di mutare la creatura a seconda delle esigenze. Quando non si può più sbagliare diventa un problema aggiunto: Baldasso per riavere l’uomo più in forma degli scorsi playoff? Loschi per il “gioco sporco”? Janelidze per i centimetri sotto canestro o Coronica per l’anima giuliana? Tanti auguri…

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Pubblicato il maggio 13, 2018, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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