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Il rischio di smembrare un gruppo unito, la volontà di trattenere Green

GREENFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Il matrimonio di Andrea Pecile con la sua Giulia è l’invisibile linea di demarcazione fra quello è stato e quello che sarà. No, non sto parlando della vita coniugale dei ragazzi, bensì di un “rompete le righe” per i giocatori dell’Alma Trieste, per qualcuno un viaggio di sola andata e per altri abbinato a quello di ritorno, al piano di sopra. Posto che mezza sala della cena di nozze non è riuscita a convincere Gigi Datome sulla bontà di una scelta “fuori dagli schemi” verso l’alabarda, la vera operatività sul fronte mercato si aprirà in data odierna, giorno utile per un confronto fra il Presidente Gianluca Mauro e il coach Eugenio Dalmasson. Impossibile quindi ipotizzare qualcosa di concreto sul fronte entrate, anche se la voce di Hrvoje Peric sta spargendosi a macchia d’olio, riportata anche dalla stampa locale veneziana. A prescindere, l’operazione rimane una chimera per Trieste in virtù di un contratto pesante dell’ala nativa di Ragusa in Croazia. Priorità quindi alle decisioni inerenti l’attuale roster Alma, partendo proprio dal timoniere Eugenio Dalmasson.  Prende sempre più piede l’ipotesi di una conferma dello staff tecnico al completo, con Matteo Praticò, Marco Legovich ad affiancare il coach. C’è un “rumors” nell’aria, non confermato, che porterebbe ad implementare la competenza tecnica con un assistente di livello, in un lavoro sinergico per affrontare la difficile stagione in serie A. Nomi? Torna sempre di moda quello di Lele Molin, ma potrebbe essere un’intrigante abbinata Nazionale-Alma portando vicino a casa Franco Ciani. Il parco giocatori invece conferma l’uscita di Lorenzo Baldasso verso Jesi (più probabile destinazione) e quella probabile di Giga Janelidze sempre in prestito in serie A2. Parlando del reparto guardie da valutare la situazione di Roberto “Bobo” Prandin; il giocatore ha un’opzione per la prossima stagione ed è ovviamente intrigato all’idea di “aggredire” la massima serie, magari come specialista tattico; qualora però le volontà dello staff tecnico vadano nella direzione di utilizzarlo come completamento del roster, è probabile che Prandin faccia le valige per cercare una piazza che lo coinvolga di più. La questione Juan Fernandez è quasi esclusivamente di ordine fisico: l’attento screening sul giocatore presuppone in vista del prossimo campionato un certosino recupero fisico. Il ragazzo ha una corporatura molto strutturata, un fisico rigido e sensibile a sollecitazioni muscolari; qualora si affrontasse la questione con superficialità, l’argentino sarebbe costretto ai box ogni due-tre mesi. La conferma del “lobito” e quella ovvia di Daniele Cavaliero chiuderebbe leggermente le porte a Federico Mussini. Non tanto per questioni legate alle volontà di Reggio Emilia, alla fisicità relativa del giocatore o alla relativa dimensione difensiva, quanto per l’esigenza sussurrata da parte dello staff tecnico triestino di dotarsi di un playmaker americano. Mezza o forse tutta Trieste attende lumi sulle sorti dell’idolo Javonte Green; nonostante le quotazioni siano lievitate inevitabilmente (forse anche oltre il giusto ndr.), le parti sembrano avere volontà costruttive. Nel caso di “prezzo giusto” concordato, per l’americano si tratterebbe di stipulare un contratto almeno biennale, giusto il tempo per affinare il dialetto triestino, sempre più presente nello “slang” di tutti i giorni. Il connazionale Laurence Bowers rientra nei piani di Eugenio Dalmasson, le sua capacità tecniche unite all’esperienza già fatta con Capo d’Orlando, risulterebbero utili in A1, sempre che il ginocchio risulti a posto. Confermare la coppia statunitense di questa stagione creerebbe quel senso di continuità e di gruppo utile all’inserimento di nuovi giocatori d’oltreoceano. Se il reparto lunghi registra la scontata presenza di Matteo Da Ros, può esserci un’idea quella di trattenere Alessandro Cittadini come quinto lungo; stesso ragionamento per Federico Loschi, uomo tattico da lanciare sul parquet per qualche minuto di sana “ignoranza” balistica. Per Andrea Coronica il futuro ormai è scritto (resta da capire la tempistica), come preparatore atletico raccogliendo il testimone dal Prof. Paoli o affiancandolo per una “combo” di prestigio.

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Pubblicato il giugno 25, 2018, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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