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Cappellari: “Trieste finalmente al suo posto, pubblico clamoroso per una passione infinita”

ANG_9489Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Antonio Cappellari, storico manager di pallacanestro, con un passato virtuoso a Varese, Bologna (sponda fortitudina) e Milano, ed uno più difficoltoso a Cantù sotto la gestione di Dmitry Gerasimenko, inquadra la neopromossa Alma Trieste al difficile impatto con la massima serie.

Cosa vuol dire rivedere Trieste in serie A?

“Finalmente è tornata. Una piazza storica, non solo per i giocatori sfornati come Rubini, Pieri, De Pol, ecc., ma anche per una passione infinita della città, esplicitata in modo dirompente lo scorso anno all’Alma Arena. Trieste, la sua storia e la sua gente hanno un solo posto adeguato nella pallacanestro italiana, la serie A.”

Antonio Cappellari, spesso le neopromosse si portano appresso un carico di entusiasmo e di autostima dal campionato precedente vinto. E’ ancora possibile godere di questa spinta con un roster gran parte “smantellato”?

“Sicuramente una spinta positiva se la porta appresso, ma ciò non fa giurisprudenza. Il confronto è con un campionato di livello nettamente superiore, di un’importanza notevole; il parquet costringerà a resettare tutto e ripartire con spirito rinnovato per una salvezza tranquilla.”

Come le sembra il mercato e quindi il roster imbastito dal General Manager Mario Ghiacci e da coach Eugenio Dalmasson?

“E’ un mercato figlio della illuminata competenza di Mario Ghiacci. Non vuole essere una sviolinata, ma Trieste può vantare un dirigente che conosce la pallacanestro come pochi. Insieme a Dalmasson, coach poco mediatico ma molto concreto nei risultati, ha costruito un gruppo interessante, con qualche scommessa e diverse certezze.”

Punti di forza e punti deboli?

“Hrvoje Peric è l’usato sicuro, di qualità. Giocatore che non salta un centimetro da terra ma che, come tutti gli slavi, faccia e spalle a canestro predica basket. Non sarà uomo da 40 minuti, perché il fisico lo limita in tal senso, ma è competenza unita ad esperienza di assoluta affidabilità. Conosco molto bene William Mosley, visto a lungo in questa stagione a Legnano. Atleta clamoroso, buonissimo giocatore anche se povero nei movimenti vicino a canestro; patirà un po’ la fisicità al piano di sopra. Justin Knox scelta azzeccata come quella di Jamarr Sanders, complemento in grado di essere utile legando il reparto degli esterni. Tutti comunque conoscono benissimo l’Italia e i campionati, viatico per eludere il gap d’ambientamento.”

Come deve muoversi una società in ascesa ma che impatta per la prima volta con la massima serie?

“Non ci saranno problemi, ribadisco che con un uomo come Mario Ghiacci, conosciuto nell’ambiente e abile nel muoversi nelle stanze dei bottoni, tutto filerà liscio. E poi, c’è sempre quello straordinario patrimonio che è il pubblico; son sicuro che batteranno il record di abbonati perché, altrimenti, durante il campionato non si troverà un biglietto.”

Come vede posizionata nel ranking l’Alma?

“Necessariamente l’obiettivo diventa la salvezza come neopromossa. Poi, dal punto di vista strategico, l’ideale sarebbe galleggiare fra l’ingresso ai play off e il cuscinetto tranquillo sopra la zona salvezza, per provare l’assalto finale alle magnifiche otto nelle ultime giornate.”

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Pubblicato il agosto 8, 2018, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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