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Un treno in corsa, uno shock. Trieste gioca la sua partita più importante

la-battaglia-degli-imperi-dragon-blade“Godiamocela finchè dura…” è un refrain carico dell’ironia tipicamente triestina che viaggiava fra gli appassionati di basket negli ultimi anni. L’arrivo di Alma era stato salutato con scetticismo, confondendo una figura oggettivamente credibile come Gianluca Mauro con una società poco decifrabile nel panorama nazionale. Vige la presunzione d’innocenza, cercando di evitare la presunzione di…deficienza; nel senso che ipotizzare verginità in un uomo con un sacco di contanti nello zainetto pronto a partire per Dubai è faticoso anche per chi ci prova. Ma non è questo su cui mi soffermo, in primis perché non ho tutti gli elementi per giudicare, in secondo luogo perché non è costruttivo in senso sportivo.

Anche per gli inguaribili ottimisti il comunicato societario in cui si evidenzia che “la Pallacanestro Trieste non è implicata nella vicenda” suona come l’ultima carezza al morente. I miei capelli grigi e quelli di un paio di generazioni di appassionati, quelli per capirci che hanno vissuto il primo fallimento, sa perfettamente che senza soldi non si fa da nessuna parte.

Qualcuno in questi anni ha messo la testa nella sabbia come gli struzzi? Probabile, compresi noi giornalisti. Per la prima volta a Trieste si è anteposto il giudizio su quello che si è visto e fatto rispetto a come questo si è materializzato. Un grave errore deontologico? Forse si, ma  spegnere quella che è diventata una passione popolare risvegliata dopo anni e anni di oblìo poteva suonare l’ennesimo colpo ferale ad una città nuovamente VIVA. E in ultima battuta, se pensate che nel mondo dello sport professionistico di alto livello i governatori siano tutti integerrimi figuri dalle vesti immacolate, allora siete dei “verginelli” impenitenti.

Cosa resta? Resterà una masnada di “ve l’avevo detto io…” o di inutili critici con il dito puntato. Ma resta anche una squadra, uno staff ed un allenatore che hanno dato lustro alla pallacanestro locale, che lotteranno per un posto nei playoff. Resta un uomo, Gianluca Mauro, uno che ha guardato negli occhi i suoi dipendenti, uno che ha guardato negli occhi ogni singolo cittadino esaltarsi di fronte alle gesta dell’Alma, uno che ha vissuto, patito, sofferto e lavorato per costruire quella è una splendida realtà. Certo, con i suoi metodi e il suo carattere ondivago, ma sempre mettendoci la faccia. “Ci provo, ma sarà difficile” ha detto laconicamente ieri pomeriggio. Resta un grande colosso come Allianz, sensibile al basket locale ma soprattutto nelle condizioni di non veder “sporcato” l’abbinamento con Alma nel progetto sportivo cittadino. Resta soprattutto un popolo di appassionati, già una volta decisivo per salvare la pallacanestro, fatto di famiglie, di gente per bene, della Curva Nord in giro per l’Italia, in grado di risollevarsi dal treno in corsa beccato frontalmente ieri mattina.

Cosa succederà ora? E’ questa la domanda più pressante. Difficile a dirlo, ci sarà un CDA straordinario a breve che probabilmente cercherà nella figura di Gianluca Mauro il condottiero per portar fuori Trieste dalle acque melmose in cui si trova. Personalmente non credo al sindaco (bravo come megafono di un entusiasmo popolare, nulla più), non credo all’imprenditoria locale (poco sensibile alla causa), non credo al Consorzio (non per colpa loro, ma perché con un portafoglio leggero e perché messo alla berlina dal “sistema” Alma), non credo agli appelli alle istituzioni (“abbiamo cose più importanti a cui pensare”). Credo fondamentalmente che Allianz possa comprimere l’investimento pluriennale già stanziato per la pallacanestro locale facendo terminare serenamente la stagione sportiva 2018/19. Credo nell’impatto di un possibile (anticipato) azionariato popolare, secondo un’idea di Gianluca Mauro, per costruire il futuro, consolidando le basi. A quel punto sarebbe importante sedersi attorno ad un tavolo e fare una quantificazione del “raccolto”: qualora non ci siano i presupposti per reggere la massima categoria, allora nessuno si indignerebbe per uno scambio di diritti con una realtà di serie A2, una assunzione di responsabilità verso la città ma soprattutto verso una tradizione che merita rispetto.

E’ difficile uscire da questo “impasse”, la città è sotto shock, ma è necessario reagire. Domenica con Cremona Trieste deve far capire con forza quanto voglia ancora pulsare di passione. Perché, in fondo in fondo, con la lacrime agli occhi meno di un anno fa si cantava…

“Forse chissà…succederà…”

 

Raffaele Baldini

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Pubblicato il marzo 27, 2019, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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