Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

La Pallacanestro Trieste cerca conferme sul campo caldo della RivieraBanca Rimini. Formazione romagnola con nuovi settaggi tecnico/tattici dopo l’arrivo di coach Dell’Agnello (subentrato a Ferrari) e con un roster piuttosto debilitato dagli infortuni: risentimento muscolare per Tassinari, distorsione al ginocchio per Anumba e affaticamento per il play Grande.  

Regia contro

Non è dato sapere se Brooks scenderà in campo (presumiamo di si), e questo cambia e non poco la strategia offensiva di Trieste; con o senza americano il tipo di playmaking è diverso, più rapido e istintivo quello di Michele Ruzzier, più cadenzato quello del pupillo di coach Christian. Per contro Rimini potrebbe presentarsi praticamente senza registi, visto l’affaticamento di Grande e un Tomassini (splendido giocatore ndr.) che comincia a perdere freschezza con l’avanzare dell’età; particolare che potrebbe rallentare la transizione dei padroni di casa e nel contempo offuscare la lucidità offensiva di un terminale importante. Una sportiva “aggressione” al reparto da parte dei giuliani potrebbe essere un buon viatico a far entrare tardi nei giochi Marks e soci.

Justin Johnson

Abbinato all’ex Simioni, non ha rivali fisici dalla parte opposta. Centimetri e soprattutto chili non possono essere pareggiati di Justin Reyes (probabile diretto marcatore), tecnica e velocità non possono essere arginati da Candussi e Vildera. La “zona 2-3” in questi casi potrebbe essere un vecchio rimedio, altrimenti è il solito “mood”, cioè quello di preventivare una produzione corposa dell’americano, cercando di arginare Simioni (e altri compagni di reparto), un pesce fuor d’acqua nella versione più profonda richiesta dalla seconda serie. Attenzione però a collassare troppo in area, perché sugli scarichi Marks, Tomassini, Masciadri possono fare male.

Pressione psicologica

E’ una delle poche volte dove Trieste può fare la parte del leone dal punto di vista psicologico; tre vittorie consecutive (di cui due derby) possono e devono essere un elemento di forza dalla palla a due, soprattutto a cospetto di una formazione in cerca di se stessa. Il palazzetto di Rimini è molto caldo, la “crisetta” in termini di risultati c’è, solo Filloy e soci possono rendersi la vita più facile mettendo sotto pressione gli avversari, comandando magari il match dalle prime battute. La solidità mentale è chiave per un campionato da possibili protagonisti.

Ritmo

La compagine di coach Dell’Agnello ha un roster di tutto rispetto ma, visti anche gli ultimi referti medici, corto. Qualora venissero confermate due defezioni su tre (come è presumibile, con Grande abile), Trieste deve dare ritmo al match per tutti i quaranta minuti, alzare il numero di possessi senza perdere palloni sciocchi. In trasferta correre diventa un’arma a doppio taglio: se lo fai bene tramortisci l’avversaria togliendole il fiato, se lo fai male… gasi una tifoseria già calda, con tutto quello che ne consegue.

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