Protagonisti diversi, non è un caso…

Non credo ai colpi di C… Christian, così come non credo alla fortuna che bussa alla porta ogni settimana. Filloy, Campogrande, Brooks non sono nient’altro che il risultato di un mercato estivo improntato ad avere terminali credibili, soprattutto da oltre l’arco. Dire quindi che Trieste centra il fisso sulla ruota della LNP mi sembra ingeneroso, piuttosto si può dire che con il roster completo, la squadra allenata da coach Christian non da punti di riferimento all’avversaria. Ed è un elemento estremamente importante questo, perché ad una serata “no” al tiro di Reyes, Ferrero, Candussi… ci sono compagni in grado di surrogare la produzione offensiva, senza troppi affanni. Ah si, per la prima volta Trieste non subisce un rientro avversario e governa comoda il match.

Anche in difesa qualcosa è cambiato

54,79,62…non sono numeri al Lotto ma il segnale che qualcosa sta cambiando in difesa. Cosa? L’ha ben spiegato coach Martelossi a “Tripla de Tabela”, cioè la capacità di chiudere l’area. Non è una questione legata a Candussi, Vildera o Reyes, è proprio un concetto organico metabolizzato dal gruppo che recepisce il concetto di sfidare le avversarie piuttosto su tiri da oltre l’arco, anziché prendere canestri facili da sotto. Non solo, le braccia lunghe e rapide di Reyes o Brooks sporcano palloni in uscita, rendono i palleggi nel pitturato un affare non consigliato. Se si fa eccezione alle gestioni superficiali concesse a Cividale negli ultimissimi minuti, le tre uscite ultime stagionali hanno portato un elemento in più di rinforzo strutturale.

“Mastermind” Christian

Temo che a questo punto sia un oggettivo limite di chi scrive. Continuo a fare fatica a capire alcune logiche tecnico/tattiche e psicologiche di coach Christian. Il “cinque dentro cinque fuori” ha un non so che di romantico ma lo vedo poco percorribile fra i professionisti (o semi-professionisti per essere preciso); il “cambio punitivo” può generare enormi malumori e soprattutto creare un elemento destabilizzante in chi entra a freddo. Psicologicamente io avrei cavalcato il momento estatico di Campogrande dopo l’ultima prestazione con Cividale, non l’avrei raffreddato sul pino per nove minuti, così come un Ruzzier in difficoltà che segna un canestrone…lo lascio tutta la vita sul parquet. Per contro c’è da dire che all’intervallo coach Christian ha indotto la squadra a giocare più in profondità (cavalcando Vildera), vista l’assenza importante di Johnson, particolare non trascurabile nella vittoria finale; ha maggior conoscenza dei suoi uomini, riuscendo sempre a centrare il quintetto utile per vincere.

Con Forlì la prova di maturità

La sfida con Forlì arriva perfetta, un esame di maturità in piena regola, con lo studente che questa volta arriva preparato e “studiato” a dovere. Forlì può essere l’ultimo salto di qualità per attestarsi in alta classifica, in quel gruppo che deve giocarsi i posti al sole in vista dei playoff. La compagine allenata da Antimo Martino è la tipica squadra di serie A2 che, fresata dopo fresata, sta forgiando il roster per vincere il campionato; è completa in ogni reparto, è esperta, ha “figli di buona donna” in numero sufficiente da rivaleggiare in termini di personalità. Insomma, domenica serve il grande calore del Palatrieste, al suo meglio, perché si giocheranno 40 minuti da playoff. Ve lo assicuro.

Raffaele Baldini

Lascia un commento