Ultima partita dell’anno, una “poltrona per due” sarebbe da dire in chiave primi quattro posti. Trieste e Verona di fronte a ranghi completi per non sganciarsi dal treno delle migliori.

Parte forte la squadra di casa con le mani educate di Brooks e Reyes, ma Verona trova buone giocate vicino al ferro, restando a contatto dei giuliani. Difesa alta scaligera che porta buoni frutti, Esposito dalla lunetta per l’8 a 7. Esecuzioni corali di buon livello da ambo le parti, alternate a lievi oscenità cestistiche, Verona passa con Devoe: 10-11. Inceppa l’attacco la compagine di coach Christian, leggibile dai difensori veneti, la Tezenis ha buona personalità nel rispondere colpo su colpo; match che si imbruttisce, tanti errori ed equilibrio costante a quota 17. Secondo fallo di Reyes e Penna, aspetto da non trascurare nell’economia della sfida; Brooks incisivo offensivamente nel primo quarto, anomalia rispetto al solito, Verona spegne molti palloni sul ferro dalla linea della carità mantenendo in partita i padroni di casa, 23-23. La difesa sui 28 metri ordinata da coach Ramagli mette in grossa difficoltà i portatori biancorossi, ma è Deangeli a propiziare il primo mini-break sul 30-25; la terza arbitrale fischia come una locomotiva, match spezzettato e poco godibile. Tezenis inchiodata a quota 25, mentre Filloy si sblocca dall’arco con una tripla per il massimo vantaggio interno sul +10; Esposito interrompe l’emorragia con una tripla, viatico al parziale di 0-8 ospite con Devoe. Pareggia Murphy da sotto misura, biancorossi di casa che restituiscono il favore dalla lunetta sbagliando tantissimo e Verona torna avanti 39-42. Stafanelli colpisce dall’arco e le squadre vanno all’intervallo con il vantaggio esterno scaligero sul 43-48.

Massimo vantaggio con tripla di Penna e un canestro di Udom è plastica dimostrazione di una squadra di casa rientrata malissimo dagli spogliatoi. Un’azione giocata ai 24″ secondi alla perfezione dalla Tezenis manda in paradiso gli ospiti, con time out di coach Christian. Brooks prova a suonare la carica, Candussi segue a ruota e Trieste torna a -9. Tanta, troppa confusione nei giocatori in canotta rossa ed è fisiologica la mancanza di continuità offensiva; solo Michele Ruzzier è lucido e incisivo, una sua tripla suggella il 52-59 con time out di coach Ramagli. Devoe è come sempre un chirurgo nei momenti che contano, ma padroni di casa con un’altra intensità: 57-62. Fuoco di paglia, Verona torna a registrare l’attacco, terzo quarto chiuso sul 63-68. Filloy costringe al quarto fallo un ottimo Murphy, botta e risposta Stefanelli-Bossi, match sempre sul filo dell’equilibrio con leggera inerzia scaligera. Reyes torna a far male in area pitturata, in un amen Trieste è a -1 sul 72-73. Tanta intensità difensiva da ambo le parti, ogni giocata conta in questa fase, tanto che il punteggio si muove con il contagocce; Filloy con un’altra giocata di esperienza e conseguenti liberi rimette avanti i suoi sul 77-75. Padroni di casa con energia nel finale ma ospiti con Devoe in canna; ultimi tre minuti iniziati con vantaggio interno sul 84-80. Filloy mette un canestro che sa di staffa, ma Devoe ricaccia in gola l’urlo del Palatrieste; Vildera è un fattore ma la Tezenis ha il pallone del pareggio spento sul ferro da Devoe. La Pallacanestro Trieste vince 88-85 e non perde il treno delle prime.

Raffaele Baldini

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