Imperativo per la Pallacanestro Trieste in vista delle Finals: attaccare in modo dinamico. Se c’è un modo di mettere in difficoltà la difesa fisica, scaltra ed efficace canturina della post-season, è quello di ripetere con la carta carbone la versione vincente di Forlì. Andare in transizione rapidi, poi, una volta superata la metà campo, muovere il pallone e gli uomini in modo intelligente, con spaziature adeguate, partendo dal presupposto di battere la prima linea. Bisogna avere tanta pazienza, pensare che le gambe e la testa di una difesa si stancano dal 15esimo secondo in poi.

Ovviamente tutto passa per la regia ispirata di Michele Ruzzier, playmaker di qualità superiore che riesce a scandire i ritmi, ad aprire il campo e a colpire se necessario.

A proposito di dinamismo, un possibile punto debole di Cantù potrebbe essere la difesa di Baldi Rossi. Sopraffino attaccante di cui coach Cagnardi non può fare a meno, paga qualche dazio nella metà campo di fatica, in termini di dinamismo. Nel quintetto con Baldi Rossi (spesso abbinato a Young nel reparto lunghi), un Justin Reyes da “4” o Leo Menalo potrebbero essere armi molto appuntite nella faretra di coach Christian. Ovviamente non è mai una questione di “uno contro uno” ma di organico sistema difensivo, però può essere un vantaggio mettere in difficoltà un ingranaggio canturino speculando su piccoli coni d’ombra.

Raffaele Baldini

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