
Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini
Trovare le “chiavi” in una sfida contro una corazzata è operazione improba, in primo luogo perché non è dato sapere con che roster Ettore Messina scenderà sul parquet del Palatrieste, in seconda battuta perché il tasso qualitativo è tale da rendere complessi parallelismi.
Arginare i vantaggi fisico/atletici dei milanesi
Nikola Mirotic è talento fulgido che difficilmente può essere limitato da qualche essere umano in canotta e pantaloncino. Ettore Messina ha creato molto isolamenti per il montenegrino, così come per il leader naturale Shields. Trieste dovrà essere brava a limitare il potenziale offensivo, ma soprattutto a considerare che dalle mani dei sopra citati possono partire assistenze per i compagni liberi su eventuali collassamenti difensivi.
Ritmo, al limite dell’incoscienza
L’Olimpia 2024/25 ha dimostrato di saper correre e di avere uomini (Bolmaro e Dimijtrievic ndr.) che sanno far viaggiare la squadra sui 28 metri. Resta il fatto che la Pallacanestro Trieste ha una squadra che ama prendersi rapide conclusioni, che ama alzare i ritmi e soprattutto sa perfettamente che così può accendere i 6000 del Palatrieste. Alle volte, senza ansia da risultato, forse meriterebbe provare ad agire d’istinto…
Doppio play per attaccare la prima linea?
La Virtus Bologna ha messo in difficoltà Milano inserendo un doppio play, con Morgan ad attaccare costantemente Leandro Bolmaro. Potrebbe essere un’idea, l’accoppiata Ross-Ruzzier per mettere l’argentino nelle condizioni di dover subire l’attacco dal palleggio, generando situazione utili anche per servire i compagni sull’arco dei tre punti.
Valentine e Brooks, un motivo in più?
Gli ex hanno sempre un motivo in più per giocare bene contro società per cui si è giocato in passato. Soprattutto Denzel Valentine, criticato ben oltre le prestazioni, anche perché la breve esperienza milanese era una sorta di “assicurazione” da usare all’occorrenza. C’è sicuramente il rischio che il giocatore rischi di strafare di fronte a questa vetrina, così come c’è il rischio (auspicabile) di dimostrare il proprio talento. Jeffrey Brooks non ha troppo veleno in corpo, ma, essendo atleta di grande personalità, ha tutto l’interesse a dimostrare il suo valore a questi livelli.
Effetto “red wall”
Un parquet tirato a lucido e di un rosso sgargiante, 6000 persone che spingono alle spalle con l’entusiasmo di una serie A ritrovata, l’avversaria che non lascia spazio a troppe filosofie… Trieste-Milano non sarà mai una partita come le altre… mezzogiorno di fuoco al Palatrieste!
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