In bocca al lupo Stefano!

La copertina non poteva che essere per un figlio di Trieste, per chi ha combattuto per i colori della squadra della propria città, per chi ha sporcato di sangue la canotta in “battaglia”, per chi non è mai indietreggiato, per chi ha anteposto il bene collettivo ai propri bisogni. Stefano Bossi va ad Orzinuovi, per sentire il “sacro fuoco” di sentirsi protagonista, di essere nuovamente vivo sui 28 metri di parquet. E’ la scelta più giusta per non deprimersi (sportivamente parlando), è la sua “comfort-zone” con la serenità di chi ha completato la missione in città (vedi promozione in serie A). Stefano lascerà un segno indelebile perché è uno di quei ragazzi abituati a crescere presto, ad accettare le dure prove della vita guardando avanti, per rendere orgoglioso se stesso, la famiglia ma soprattutto qualcuno che lo guarda da un posto privilegiato. In bocca al lupo mulo!

Settimo posto, gran bel girone d’andata…ma guai a stupirsi

Con la vittoria su Pistoia la Pallacanestro Trieste centra il 7° posto (in coabitazione con la 6°, Reggio Emilia) alla fine del girone di andata, piazzamento lusinghiero per una neopromossa, che permette addirittura di avere qualche rammarico. Partiamo dal fondo. Mai dare per scontato un percorso, pur nella consapevolezza che il roster costruito da Michael Arcieri in estate dava più di una garanzia. Come era preventivabile la batteria statunitense ha esaltato le idee di coach Christian, mostrando a tratti una pallacanestro brillante; peccato, ed è qui il rammarico più grande, essere stati al completo (con Reyes da sbrinare) solo alla quindicesima giornata contro Pistoia. Si guarda al primo tempo regalato a Trento, alla partita “sbagliata” con Reggio Emilia e quella a ranghi ridotti con Brescia, tralasciando forse l’arbitraggio con Venezia; se solo Trieste avesse conquistato due punti in più sarebbe stata 5°, a 4 punti dalla vetta. Cammino virtuoso ma che non deve stupire, la società ha speso tanto e bene, giocatori di qualità come Ross, Valentine, Brown, Uthoff, Brooks, Reyes se li possono permettere in pochi, al punto da considerare un eventuale innesto (lungo verticale?) come la ciliegina sulla torta per provare a far paura alle grandi. E’ giusto sapersi accontentare, anche perché è un bell’accontentarsi.

Justin, bello rivederti

Una standing ovation da brividi, quel sorriso stampato sul volto di Justin Reyes che rasserena i 5600 del Palatrieste ma anche tutta la Trieste riconoscente verso un protagonista della promozione in serie A. Il portoricano segna subito, prova le sue zingarate avvicinandosi al ferro ma fa fatica, così come a trovare la mira dall’arco. Tutto normale, è un percorso obbligato verso la rinascita che deve passare per queste “storpiature”. Justin DEVE poter sbagliare, testare il proprio fisico senza troppe turbe mentali, come ha fatto durante i minuti di campo con Pistoia. Un consiglio “strategico”: faccia più l’ala tiratrice in questa fase, aspettando la brillantezza nello scatto, nei cambi di direzione, nella verticalità… potrebbe metterlo in ritmo più facilmente.

Se Atene piange, Sparta non ride

Colbey Ross è uscito malconcio da uno scontro di gioco, un colpo allo zigomo che ha segnato il volto e che ha privato Trieste, in abbinata con l’infortunio di Ruzzier, del reparto guardie. Se per l’americano però si parla di un problema circoscritto, per cui anche un possibile taglio è gestibile con le famose maschere protettive, per il triestino si parla di un possibile stop di un paio di settimane (?) per riprendersi dalla distorsione alla caviglia. Attenzione, per riabilitare il turbo del Ruzz la caviglia deve essere recuperata al 100%, altrimenti la recidiva è dietro l’angolo e con conseguente peggiori. Ad maiora.

Raffaele Baldini

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